In Valle d'Aosta aperta una nuova area espositiva del Forte: "Un luogo che suscita emozioni" Perfino Napoleone ci ha sbattuto contro, inciampando in quel bubbone di roccia che ostacolava la sua irresistibile discesa verso la pianura padana. La rocca di Bard è un passaggio forzato, per chi entra o esce dalla Valle d'Aosta: per arrivare in cima ci sono quasi cento metri di dislivello, fortificati da sempre. L'Imperatore rase al suolo il Forte, dopo averlo conquistato, perché non osasse più opporgli resistenza: ma la ruota girò e i Savoia lo fecero ricostruire in soli otto anni. Ce ne sono voluti di più per restaurarlo, ma i lavori sono quasi finiti. Il passare del tempo è segnato domani dall'apertura di un nuovo spazio espositivo, quello delle prigioni: 24 celle di tre metri quadrati ospitano un percorso inedito che racconta la storia e l'evoluzione di quello che è diventato in pochi anni il principale polo museale valdostano. «Abbiamo scelto di narrare - spiega Massimo Venegoni, che ha coordinato gli allestimenti - la parte più segreta e in qualche modo intima del Forte: la storia, l'evoluzione e il ruolo che ha occupato nelle sue tante forme. Per farlo, abbiamo scelto di far parlare i personaggi che lo hanno incontrato sul loro cammino: da Napoleone e Cavour, alle voci meno note di assedianti e assediati, di abitanti e di visitatori. Con questo spazio vogliamo continuare a proporre al nostro pubblico non solo informazione, ma anche emozione». Aperto nel 2006 con l'inaugurazione del Museo delle Alpi, il Forte di Bard si è affermato come realtà museale ed espositiva in evoluzione: didattica, nomi di richiamo e una comunicazione attenta hanno permesso di raccogliere i frutti di un investimento importante. Per il recupero di una struttura enorme e in gran parte abbandonata sono stati spesi quasi 60 milioni di euro, 700 mila dei quali destinati alle prigioni. Il risultato è l'apertura di 3.600 metri quadrati di aree espositive distribuite tra l'«Opera Vittorio», a metà strada, e l'«Opera Carlo Alberto», in cima alla rocca. Entrambe si raggiungono con un sistema di ascensori che sono la prima attrattiva del Forte stesso. «Con questo intervento - spiega Gabriele Accornero, amministratore delegato dell'associazione che gestisce il centro - raggiungiamo il 75 di quello che era il progetto di recupero iniziale. Per completarlo manca l'apertura della parte bassa del Forte, la cosiddetta "Opera Ferdinando", che con la fine del prossimo anno permetterà di concludere il percorso. I visitatori sanno che la struttura è un "work in progress": un cantiere che continua, consentendo però di azionare fin da subito flussi che permettono di rientrare degli investimenti e far conoscere questa realtà». I numeri hanno dato ragione alla gestione: il 2011 ha segnato 288 mila ingressi e i numeri di quest'anno confermano il trend in crescita, grazie anzitutto alle mostre temporanee e alla loro capacità di attirare visitatori non solo dall'area di prossimità. Fino a novembre i protagonisti sono Alberto Giacometti («L'homme qui marche» propone sculture e disegni) e Marilyn Monroe, ritratta da Bert Stern nell'ultimo servizio fotografico prima della scomparsa: il passo successivo è quello di completare un sistema che coinvolga il piccolo borgo di Bard (che nel 2010 contava 139 abitanti) e i suoi patrimoni medievali, insieme all'apertura degli spazi dedicati alle vicende storiche della fortezza. Il tutto guardato dall'alto di una rocca che è una scommessa, quella di conquistare ancora una volta un luogo dalla natura unica, e farlo rivivere non come barriera insormontabile, ma come luogo d'incontro.