Sono iniziate le procedure per far sì che la storica villa finisca nelle mani dell'amministrazione A Piove di Sacco, dopo lunghe attese, sono iniziate le procedure che dovrebbero portare all'esproprio per pubblica utilità di palazzo Gradenigo. L'antica villa veneta, tanto cara ai piovesi per il suo valore storico e artistico e da sempre al centro dell'attenzione dell'amministrazione comunale e dell'associazione culturale «Amici del Gradenigo», in caso di esito positivo della procedura di esproprio, potrà tornare in mano all'amministrazione che la metterà a disposizione della collettività. «Stiamo parlando di un lungo iter, iniziato nel 2009 - ha commentato il sindaco, Alessandro Marcolin - Abbiamo individuato il palazzo come bene fondamentale per la città, che dovrebbe essere destinato ad un utilizzo pubblico. Sono stati svolti tutti i passaggi previsti dalla procedura con la sovrintendenza di Venezia, evidenziando i nostri progetti ed inviando una richiesta di vincolo ed esproprio al Ministero per i Beni Culturali». Il ministero ha dato ordine alla sovrintendenza di Venezia di procedere con l'avvio delle pratiche relative al palazzo, attualmente di proprietà di un privato. «Mi preme sottolineare che il Comune non ha assolutamente "comprato" il palazzo - ha evidenziato il sindaco - ma farà parte di una fondazione a titolo di compartecipazione. Ad ogni modo il palazzo è vincolato per un uso strettamente sociale per cui sarà la comunità piovese a decidere in merito. La nostra idea, sin dal principio, è sempre stata quella di ospitare nelle sale interne un museo della Saccisica, ma su tutto questo avremo modo di discutere», conclude Marcolin. A breve è previsto anche un convegno, organizzato dal FAI in collaborazione con l'amministrazione, che prevede un approfondimento sulla cultura come volano di crescita socio - economica, con focus su palazzo Gradenigo.