Caserta come L'Aquila. Dopo il crollo sicurezza a rischio CASERTA Ci voleva un ulteriore crollo e il rischio concreto di danni alle persone per smuovere i vertici del Ministero dei beni culturali e richiamare la loro attenzione sulla Reggia di Caserta. Ieri pomeriggio, ventiquattr'ore dopo il distacco del capitello dalla facciata esterna di palazzo reale, sono arrivati i tecnici del Mibac, l'ingegnere Iannelli, esperto in ponteggi speciali, e il direttore regionale, Gregorio Angelini. Ad attenderli i Vigili del fuoco, i funzionari della Soprintendenza, i rappresentanti dell'Aeronautica, il sindaco Del Gaudio, appena rientrato da Roma, dove si era recato per un incontro al Ministero da lui stesso sollecitato subito dopo l'incidente. Puntuale la ricognizione. Con l'ausilio delle scale, i Vigili del Fuoco stanno ispezionando ogni singolo cornicione e capitello delle facciate interne ed esterne. Una verifica complessa che richiederà alcuni giorni. Ininterrotto il lavoro dei Vigili che, a 50 metri di altezza, per tutto il pomeriggio, hanno continuato a controllare la staticità dei vari elementi architettonici. Nel frattempo i tecnici della Soprintendenza, degli stessi Vigili e dell'Aeronautica militare, hanno costituito un gruppo tecnico che si incontrerà ogni giorno per monitorare la situazione e aggiornare i provvedimenti. Al termine della riunione è stato stabilito di creare un percorso protetto per gli accessi alla Reggia e di sgombrare e transennare anche i cortili interni. Assente la Soprintendente, rimasta a Roma per rappresentare direttamente ai responsabili del Mibac la situazione, ma in costante contatto con il suo ufficio. Intanto, già nella mattinata, gli incontri del sindaco e della David con tecnici e funzionari del Ministero, hanno sortito un qualche risultato positivo. «Ho fatto presente ancora una volta ai vertici del Ministero le condizioni in cui versa il monumento e l'inderogabilità degli interventi di restauro. E questa volta ho ottenuto l'assicurazione che i provvedimenti saranno immediati» ha detto la Soprintendente Paola Raffaella David, al termine dell'incontro romano. «Il primo interesse del Ministero dei beni culturali è la salvaguardia dell'incolumità dei visitatori e di quanti ogni giorno, per motivi di lavoro, entrano ed escono dalla Reggia. Perciò, ad horas, si provvederà a mettere in sicurezza tutti gli ingressi al Palazzo. Nel frattempo il Mibac si è già attivato a reperire fondi per effettuare i lavori più urgenti su quei settori delle facciate che si trovano in condizioni di maggiore criticità». Il tentativo è quello di assicurare la massima sicurezza senza, però, compromettere la fruibilità del monumento. «Non vorremmo chiudere la Reggia finchè i ponteggi non saranno a posto, ma neppure possiamo rischiare danni alle persone» ha ribadito la Soprintendente che, ieri, nell'intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, aveva già paventato l'ipotesi di un'eventuale chiusura in assenza di interventi di messa in sicurezza dell'edificio. Dal canto suo, anche il sindaco Pio Del Gaudio ha posto l'accento sulla questione sicurezza. In quest'ottica si legge la diffida, indirizzata alla Soprintendente, per chiedere interventi di massima urgenza. «Un atto sgradevole, gratuito e superfluo - ha commentato la David - visto che la sicurezza è il nostro primo interesse». Ma che avrebbe la sua logica proprio nell'intenzione dell'amministrazione comunale di tutelarsi. «La strada che costeggia la Reggia, da un lato, e la piazza Carlo III, dall'altro, è di competenza comunale - ha spiegato l'assessore Teresa Ucciero, presente al sopralluogo - da qui la decisione del sindaco».