Sul prototipo confluiscono una serie di tecnologie. Il sistema è «intelligente» e autonomo: la visione artificiale gli permette di autolocalizzarsi, ossia di sapere in ogni momento in quale punto del museo si trova e dove si sta dirigendo. Si orienta mediante punti di riferimento opportunamente collocati sulle pareti. Ma bisogna riconoscere e eventualmente schivare gli oggetti che intralciano il passaggio. Oltre ai sensori laser, a ultrasuoni e a infrarossi, usa una strategia mutuata dagli umani. Per noi è intuitivo vedere un oggetto (di qualsivoglia materiale, forma o dimensione) che poggia a terra su tre o quattro gambe e associarlo al concetto di«tavolo». Lo individueremmo pure se di gambe ne avesse due o nessuna o se si trovasse sospeso per aria. Si è cercato di dare al robot anche questa base di conoscenza, il «senso comune»: Cicerobot pianifica il movimento combinando la tecnologia Cyc (il buonsenso) ideata da Douglas Lenat e simulazione 3D. Per quanto riguarda l'architettura software, il robot è un sistema multi-agente, basato sulla tecnologia degli agenti intelligenti (piccoli enti software dotati di autonomia) che conferisce la plasticità necessaria per adattarsi alle più svariate esigenze. L'architettura è di tipo cognitivo, organizzata in tre aree: subconcettuale (informazioni provenienti dai sensori), concettuale (livello intermedio di rappresentazione) e linguistica (simbolica, più legata all'Intelligenza Artificiale classica). «La presenza del robot nel Museo di Agrigento servirà per poter verificare le nostre tecnologie relative a CiceRobot in un ambiente reale», si augura Antonio Chella, professore di Robotica all'Università di Palermo. È lui che coordina da anni le sperimentazioni sul robot nato come gemello di Rhino, il pioniere dei robot museali, realizzato nel 1987 dall'Università di Bonn sulla stessa piattaforma B21r della RWI. Ormai da tempo Rhino è andato in pensione. L'ultimo entrato in servizio è Asimo, il robot antropomorfo della Honda che introduce il pubblico nelle sezioni dedicate alla robotica del National museum of emergiiig scieiice and innovation di Tokyo. Tre robottini di forma diversa e lontana da quella umana accompagnano i visitatori al Museo delle Comunicazioni di Berlino. Ma il robot-guida più espansivo è senza dubbio Minerva, che si muove allegramente tra la folla al National museum of american history di Washington.
Un prototipo intelligente dotato di "senso comune"
Il sistema Cicerobot è un prototipo di robot autonomo e intelligente che si muove nel Museo di Agrigento. Utilizza tecnologie come la visione artificiale, i sensori laser, a ultrasuoni e a infrarossi per autolocalizzarsi e orientarsi. Il robot è dotato di una strategia mutuata dagli umani per riconoscere e evitare gli oggetti che intralcierebbero il passaggio. Il sistema è basato sulla tecnologia degli agenti intelligenti e ha un'architettura cognitiva con tre aree: subconcettuale, concettuale e linguistica. Il robot è stato progettato per verificare le tecnologie relative a Cicerobot in un ambiente reale.
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