Archeo Le tracce delle origini di Bari diventano un museo all'aperto La storia riemersa. Il cuore della Bari forse più antica è nella parte più a nord del basso promontorio sul quale è sorta la città, lì dove sono stati attestati insediamenti che rimandano anche all'età del Bronzo. Ed è qui, finalmente, vengono a galla pagine di storia delle quali la comunità potrà presto riappropriarsi. Siamo nell'area archeologica di San Pietro, accanto al complesso conventuale di Santa Scolastica, destinato ad accogliere i circa trentamila reperti di quel museo archeologico che Bari aspetta di riavere da oltre vent'anni. Qui i lavori nel cantiere proseguono a ritmo serrato e, riferiscono dalla Modugno restauri, nell'area di San Pietro si è finalmente alle battute finali. Varcate le cancellate la passeggiata si fa emozionante, perché è la storia che si attraversa e calpesta dall'XI secolo in avanti. È quel che si dice in gergo sito pluristratificato di circa quattro metri di profondità nel quale, spiegano i tecnici della Soprintendenza archeologica, «al paleosuolo del villaggio protoappenninico si sovrappongono i resti dell'abitato indigeno peucezio, della città romana, della chiesa medievale e, infine, le strutture di fondazione del convento e degli edifici successivi che lo hanno inglobato». Un percorso che giunge fino al 1969 quando fu demolito l'ospedale consorziale che vi insisteva sopra. Finché l'indagine di scavo, dopo alterne fortune e lunghe interruzioni, è stata riavviata nel 2012 nel quadro del progetto per la realizzazione del museo archeologico a Santa Scolastica, che prevede appunto la fruizione e valorizzazione dell'adiacente area archeologica di San Pietro. «È nostra intenzione entro dicembre annuncia il vicepresidente della Provincia, Nuccio Altieri aprire ai visitatori la vasta area di San Pietro: la Direzione regionale per i beni culturali con la Soprintenza archeologica sta lavorando a un'ipotesi progettuale perché sia realizzata una copertura per mettere al riparo gli scavi. Nel frattempo perché questo tesoro della città sia fruibile al più presto dai baresi come dai turisti, e al tempo stesso protetto, l'impresa che sta lavorando al restauro installerà una copertura leggera e provvisoria ». L'idea, insomma, è quella di un cantiere in progress, pronto in più fasi ad aprire ai visitatori. Accadrà anche per il primo livello di Santa Scolastica, dove entro la primavera del 2013, assicura Altieri, «potremo offrire al pubblico tremila metri quadrati di superficie espositiva, nei quali allestiremo una mostra di una serie di reperti custoditi nei depositi da troppo tempo ormai». Quanto ai tesori dell'area di San Pietro, riferiscono le archeologhe Francesca Radina e Maria Rosaria Depalo della Soprintendenza, «della chiesa medievale (XI-XII secolo), notevole per dimensioni (16 per 25 metri), caratterizzata da un impianto a tre navate, sono stati finora messi in luce i resti dei muri perimetrali, delle tre absidi, dei pilastri divisori delle navate e, inoltre, ampi lembi della pavimentazione in grandi tasselli calcarei. Secondo la ricostruzione che si va ora precisando, l'originario impianto medievale viene ridimensionato nel XV secolo con la costruzione del convento. Nel Seicento la chiesa viene sostanzialmente riedificata sulle strutture della chiesa più antica, con un radicale riassetto dell'impianto. Sono state messe in luce, inoltre, sia alcune sepolture della fase medievale sia numerosi vani sepolcrali della fase seicentesca». Un'altra Bari, dunque, si appresta a rinascere e i croceristi che s'affacciano in città, appena presto varcate le soglie del porto, avranno sotto gli occhi la storia. È questione di giorni, adesso. Dicembre e marzo sono dietro l'angolo.
PUGLIA - L'area di San Pietro raccoglie reperti dell'età del Bronzo "Pronta a dicembre"
In Bari, un museo all'aperto è stato creato all'interno dell'area archeologica di San Pietro, dove sono stati ritrovati reperti che risalgono all'età del Bronzo, al villaggio protoappenninico, alla città romana e alla chiesa medievale. Il museo è stato in costruzione per oltre vent'anni e sarà aperto ai visitatori entro dicembre. La direzione regionale per i beni culturali e la Soprintendenza archeologica stanno lavorando per realizzare una copertura per proteggere gli scavi. Nel frattempo, un cantiere provvisorio sarà installato per mettere al riparo gli scavi. Il museo sarà aperto anche al primo livello di Santa Scolastica, dove sarà esposta una mostra di reperti.
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