Si ipotizza che sia stato un antico luogo di culto etrusco. Poi nell'epoca medievale vi fu eretto un castello per controllare la sottostante via Francigena. Si tratta del Parco archeo-urbano della Rupe di Corvaia che presto il Comune farà proprio per riqualificarlo, arricchendo il patrimonio storico culturale del territorio. È infatti iniziata la procedura tramite la quale l'amministrazione stilerà il Piano di recupero e di assoggettamento della Rocca di Corvaia e del Parco. «Abbiamo posto le basi per la definizione di uno dei piani attuativi di iniziativa pubblica a più alto valore strategico previsti dal Regolamento Urbanistico. Un piano spiega il sindaco Ettore Neri - che ha la sua forza nel riutilizzo e nell'ampliamento di tre fabbricati esistenti, attualmente allo stato di rudere, nella riorganizzazione funzionale, agricola e ambientale, dell'intera area; infine l'amministrazione acquisirà l'area archeologica che si estende per ben cinque ettari». La parte retrostante al Parco di Corvaia, area Ceragiola, è anche considerata uno dei primi siti estrattivi delle Apuane, sembra infatti che sia antecedente alle cave carraresi aperte in epoca romana. «Per la sua posizione commenta Neri - di cerniera tra i sistemi territoriali della pianura e della montagna e il ruolo di culla della civiltà in Versilia, la restituzione dell'area alla cittadinanza e la creazione del parco archeo-urbano, sono destinate a diventare un modello di recupero e gestione dei beni culturali per la Toscana». La fortificazione, dopo un periodo d'abbandono, venne recuperata nella seconda metà del Quattrocento e definitivamente abbandonata nel 1485, dopo la guerra combattuta tra Firenze e Genova. E adesso il patrimonio storico inserito nel Piano di recupero verrà così riqualificato. (t.b.)