Due assi di legno incrociati, con la scritta «Zatvoreno closed» sono state fissate ieri a Sarajevo sulla porta d'ingresso del Museo Nazionale, a sottolineare la chiusura della più importante istituzione della cultura in Bosnia, fondata nel 1888, per mancanza di finanziamenti da parte dello Stato. La chiusura, che ha suscitato proteste e numerose espressioni di solidarietà con i dipendenti, soprattutto da parte degli esponenti della cultura, era annunciata per le 11, ma è stata ritardata da un gruppo di giovani che si erano incatenati alle porte del Museo in segno di protesta. In seguito, un migliaio di studenti universitari ha inscenato una manifestazione pacifica. Si tratta del primo complesso museale dei Balcani, i cui quattro edifici, costruiti cento anni fa, racchiudono un giardino botanico e conserva anche la famosa Haggadah di Sarajevo (un prezioso manoscritto ebraico del XIV secolo). Il Museo aveva chiuso i battenti lo scorso inverno perché non poteva coprire le spese di riscaldamento. Ha riaperto al pubblico col bel tempo, ma intanto, i 60 dipendenti non ricevono lo stipendio da sei mesi. «I curatori e i conservatori del Museo continueranno a monitorare lo stato delle collezioni» ha dichiarato il direttore Muhamed Busuladzic.