Un Galilei della Nazionale sostituito con una copia. Un Giambattista Vico e un Leon Battista Alberti prelevati dalla biblioteca dei Girolamini per farne omaggio a Marcello Dell'Utri, assieme a una legatura Canevari. Un Galilei sottratto dalla Biblioteca Nazionale e sostituito con un fac-simile. Più passa il tempo e più appare sfrontato il comportamento di Marino Massimo De Caro, l'ex direttore della biblioteca dei Girolamini, principale indagato nell'inchiesta sul saccheggio della struttura. Nuovi particolari emergono dall'ordinanza di custodia notificata mercoledì a quattro persone tra cui padre Sandro Marsano, l'ex conservatore della biblioteca. Il gip Francesca Ferri, che ha accolto le richieste del procuratore aggiunto Giovanni Melillo e dei sostituti Michele Fini, Antonella Serio e Ilaria Sasso Del Verme, in 36 pagine ricostruisce ulteriori gravissimi episodi. Come quello del furto nella Biblioteca Nazionale: accadde durante una visita che De Caro fece in qualità di consigliere del ministero per i Beni Culturali. in quella circostanza, l'esperto di libri antichi si impadronì di un esemplare del Sidereus Nuncius, notissimo trattato astronomico di Galileo Galilei pubblicato nel 1610, sostituendolo con un fac-simile. E' stato lo stesso De Caro a rivelare la circostanza nel corso dell'interrogatorio investigativo del 2 agosto. L'esperta Maria Rosaria Grizzuti, nella relazione inviata il 31 agosto alla procura, conferma la sostituzione del libro: «l'esemplare del Sidereus Nuncius di Galilei presente presso la Biblioteca Nazionale di Napoli altro non è effettivamente che un fac-simile sostituito all'originale, per il quale è stato utilizzato materiale di fattura tale da rivelare la provenienza da sofisticati circuiti delinquenziali». Nell'ordinanza, il gip delinea inoltre il ruolo svolto da padre Marsano: «senza la collaborazione del conservatore, De Caro non avrebbe potuto portare a termine l'obiettivo di acquisire un ruolo di direzione della biblioteca prescelta, di accedere liberamente ad ogni ora, in compagnia di soggetti di sua esclusiva conoscenza, di pernottare all'interno del complesso monumentale e di ottenere la disattivazione del sistema di videosorveglianza». Senza il consenso di Marsano, inoltre, De Caro «non avrebbe mai potuto realizzare le complesse e continue movimentazioni dei volumi e la sottrazione di un numero eccezionale di essi». A chiarire il ruolo avuto da Marsano è stato lo stesso De Caro nel corso dell'interrogatorio del 3 agosto. «Fui avvicinato da Sandro Marsano, il quale si mostrava preoccupato per il sacrificio economico che temeva io fossi chiamato a sostenere per risollevare le sorti della biblioteca. Io gli dissi che non aveva ragione di preoccuparsi perché tutto il denaro che vedeva uscire dalle mie tasche e che ormai avevo preso a consegnargli a più riprese proveniva dagli anticipi dell'asta in Germania, dove avevo fatto confluire volumi della biblioteca dei Girolamini, che gli indicai come doppioni non registrati». L'interrogatorio di garanzia di padre Marsano, che è difeso dall'avvocato Bruno von Arx, è fissato per lunedì. La linea difensiva sarà presumibilmente quella dell'inesperienza del sacerdote, il quale, incontrato l'esperto di libri antichi De Caro e constatato che questi aveva una grande disponibilità economica, credette che potesse risollevare le sorti della disastrata biblioteca, arrivando a considerarlo un benefattore.