Giornate di mobilitazione nel settore dello spettacolo. Dopo la recente manifestazione degli autori cinematografici ecco che ieri è scesa in campo la più istituzionale Agis (Associazione generale italiana dello spettacolo), con una mattinata romana non sbracatamente antigovernativa, prima sotto una gelida pioggia al Pantheon e poi al teatro Argentina, a sostegno della «vertenza spettacolo» che ha visto la partecipazione di attori, autori, registi e politici (questi ultimi tutti di sinistra in rigorosa tenuta preelettorale). Così in prima fila sedevano gli assessori alla cultura del Comune di Roma Gianni Borgna, della Provincia Vincenzo Vita, le onorevoli Giovanna Melandri e Silvia Costa e Piero Passino, giunto al culmine della manifestazione poco prima che finisse. Giusto in tempo per sentire Giorgio Albertazzi, grazie a cui la mattinata ha assunto un tono leggermente più bipartisan, declamare commosso le ultime battute di un suo cavallo di battaglia, le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, con il profetico: «Cerchiamo di entrare nella morte ad ocelli aperti». Poco prima sul palco era salito il sempre fascinoso Gabriele Lavia che si è cimentato nella lettura dell'appello firmato Agis scandendo l'applauditissimo passaggio centrale: «Un governo che non dedica attenzione allo spettacolo, che non promuove o non sostiene la ricerca, i progetti, la tradizione o la sperimentazione riducendo gli investimenti nello spettacolo, è pericolosamente miope». Sì, perché ciò di cui vengono accusati non solo l'attuale governo ma anche quelli che l'hanno preceduto da 20 anni a questa parte, è di aver quasi dimezzato le risorse finanziarie del Fondo unico dello spettacolo (il famigerato Fus che sostiene il cinema, il teatro, la musica, la danza, il circo, lo spettacolo viaggiante) e che quest'anno, con i suoi 464 milioni e mezzo di euro, è regredito ai livelli del 1998. Avverte però Alberto Francesconi, presidente dell'Agis: «La nostra non è solo una protesta, ma anche una proposta: abbiamo bisogno di regole chiare, agili ed efficaci che sostengano le nostre attività. Non certo dei decreti taglia-spese, perché lo spettacolo non è una spesa, è un investimento per il futuro». Peccato che proprio gli eventuali beneficiari di questi investimenti, i più giovani, non siano assolutamente intervenuti alla manifestazione. Così solo Carlo Verdone, Pappi Corsicato, Leo Gullotta e Antonio Catania sono riusciti ad abbassare, si fa per dire, una media generazionale composta dai soliti, ma combattivi veterani, come Citto Maselli, Gillo Pontecorvo, Giuliano Montaldo, Maurizio Scaparro, Pietro Garinei, Gigi Proietti, Carla Fracci ed Emidio Greco. Subito dopo la manifestazione, una delegazione dell'Agis è stata ricevuta dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, il quale ha espresso la sua piena disponibilità personale a sostenere le istanze dello spettacolo, auspicando un ulteriore intervento economico, anche se ha ricordato che l'Italia non sta attraversando una congiuntura favorevole. Oggi invece è previsto un incontro con il vicepresidente della Camera, Publio Fiori e giovedì con il presidente del Senato, Marcello Pera.
Per lo spettacolo si mobilitano i padri nobili ma non i giovani
Ieri è scesa in campo l'Agis (Associazione generale italiana dello spettacolo) con una manifestazione romana a sostegno della vertenza spettacolo. La manifestazione è stata organizzata per protestare contro la riduzione delle risorse finanziarie del Fondo unico dello spettacolo (Fus) e per chiedere regole chiare e agili per sostenere le attività dello spettacolo. La manifestazione ha visto la partecipazione di attori, autori, registi e politici, tra cui gli assessori alla cultura del Comune di Roma e le onorevoli Giovanna Melandri e Silvia Costa. L'Agis ha chiesto un intervento economico per sostenere lo spettacolo e ha auspicato un ulteriore intervento del governo.
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