Carandini lancia la sfida: «Gli investimenti nella cultura sono dimezzati. Cosa intende fare Renzi? Io sono pronto ad incontrarlo» Milano L'ambizione della seconda edizione di Florens (3-11 novembre) questa volta è di tutto rilievo. La biennale fiorentina, dedicata a cultura e qualità della vita e articolata in tre macro aree (arte, artigiano e design; moda; comparto enogastronomico) si candida a scrivere l'agenda politica del prossimo governo in vista delle elezioni di primavera, in materia di investimenti in un settore che dovrebbe risollevare il paese dalla crisi, quello appunto della cultura in senso lato, anche nel suo aspetto materiale e paesaggistico e, appunto, relativo alla qualità della vita. Non è una caso che il concetto venga ribadito dal presidente della fondazione Giovanni Gentile, dal direttore artistico Davide Rampello e dai direttori culturali Mauro Agnoletti, Walter Santagata e Andrea Carandini. E' proprio quest'ultimo, ex presidente del consiglio superiore dei beni culturali, a lanciare la sfida. «Al premier Monti non ho mai sentito usare la parola cultura, per tamponare l'emergenza in Italia si è proceduti con una logica marxista, dando per scontato che l'economia rappresenti la struttura di una società e che tutto il resto sia sovrastruttura. Dal 2011 al 2012 gli investimenti nel settore sono dimezzati. in vista delle politiche c'è un giovane capace di ribaltare questo modo di procedere?» Il riferimento a Renzi non è sottinteso. E' lui stesso che chiede, «Cosa vuole fare in questo senso il sindaco di Firenze, che si candida alla guida dell'Italia». L'interlocutore è assente, ma per discutere con lui del tema Carandini è pronto a incontrarlo anche prima di Florens per «dettargli» l'agenda culturale del suo programma. Appuntamento in vista tra i due? «Io l'ho chiamato in causa, adesso è lui a dovermi rispondere», risponde il professore. «Ci vuole qualcuno che abbia il coraggio di stornare i soldi delle regioni e dei partiti sulla cultura, Renzi dica se è pronto a farlo». In attesa che il sindaco si pronunci, alla fondazione Florens si scaldano i motori. L'inaugurazione sarà il giorno prima: il 2 novembre, come si è già anticipato, sarà presentata al Battistero di San Giovanni Mysterium crucis, la mostra-ostensione dei tre crocifissi di Donatello, Brunelleschi e Michelangelo e l'installazione di piazza san Giovanni che fino all'11 sarà costellata di 70 ulivi secolari. Nel vivo si entrerà il 3 quando è prevista l'inaugurazione dell'installazione di Mimmo Paladino in piazza Santa Croce: un'immensa croce di marmo sulla spianata davanti alla basilica su un letto di ghiaia. L'opera sarà immensa, coprirà una superficie di 3.550 metri quadri e l'idea è quella di farla sostare in piazza per un mese. «Renzi sembra favorevole - anticipa Gentile - bisognerà però organizzare un buon sistema di sicurezza». In programma lectio magistralis dello stesso Paladino su Arte e spazio pubblico, Gustavo Zagrebelsky su i tre pilastri della società: politica, economia e cultura, Asor Rosa su La difesa del territorio e del paesaggio, condizione irrinunciabile di una nuova fase della cultura umana, Andrea Carandini, su La cultura di cosa si tratta?, Gaetano Pesce, Qualità di vita è cultura e Vandana Shiva che parlerà sul tema coltivare il futuro: è nella terra che scriviamo la nostra storia. In tutto gli interventi di studiosi, giornalisti, operatori culturali saranno 350. si parlerà anche di gestione dei teatri d'opera e valorizzazione dell'ambiente, di pianificazione urbana e di collezionismo anche come forma d'investimento, di ristoranti e della nuova filiera del gusto, di moda e della politica culturale degli ultimi anni in Italia in materia di festival e di mostre. Il forum sarà dedicato al paesaggio e sarà curato da Mauro Agnoletti, Andrea Carandini, Walter Santagata. info: www.fondazioneflorens.it.