La settimana scorsa giù un timpano dal lato interno. La soprintendente: restauri o chiudo Il crollo dalla facciata in piazza Carlo iii, passanti sgomenti Ieri, neppure una settimana dopo la caduta di un timpano dalla facciata interna del palazzo reale, è venuto giù una parte di un capitello nell'angolo estremo del palazzo, quello occupato dall'aeronautica militare, lato Casagiove. Un evento assolutamente imprevedibile e senza cause esterne. ieri, infatti, le condizioni metereologiche erano buone, non c'era vento né tantomeno pioggia. Una caduta, comunque, rovinosa, pericolosissima, perché, questa volta, il pezzo si è staccato dalla facciata esterna, cadendo da oltre 40 metri, proprio sulla piazza antistante il monumento. Una strage sfiorata. Erano le 17, l'orario delle visite non era ancora terminato (la chiusura degli appartamenti è fissata alle 19,30), dunque solo per una fortunata coincidenza non è accaduto nulla di grave ai numerosi visitatori che ogni giorno si recano nel complesso monumentale e che passano proprio sotto il palazzo. Dunque, nessun ferito, solo tanta paura. Subito allettati, sono tempestivamente intervenuti sul posto la polizia municipale e i vigili del fuoco. Questi ultimi hanno raggiunto con le scale e le gru la zona da cui si è staccato l'elemento architettonico e hanno ispezionato, insieme ai tecnici della soprintendenza, la facciata e i tetti. La zona della piazza antistante la reggia è stata transennata e interdetta al passaggio. Purtroppo il palazzo non è nuovo a questo genere di incidenti. Già nel luglio del 2009, una foglia di pietra di circa sessanta centimetri di lunghezza per venti di larghezza si staccò a trenta metri di altezza, dal capitello di una lesena della facciata interna della reggia, lato parco, schivando cavalli e carrozzelle. La soprintendente ai beni artistici di Caserta, Paola Raffaella David, ha appreso la notizia quando era appena partita con il treno da Caserta per raggiungere la sua casa a Roma. «Sono sbigottita e arrabbiata al tempo stesso. Aspettare è delittuoso, e' indispensabile intervenire subito, reperire fondi, trovare finanziamenti. Non è possibile fare le nozze con i fichi secchi», ha detto, contattata telefonicamente, la David. «Ho già fatto presente innumerevoli volte al ministero la condizione della reggia. Conservo pacchi di lettere, comunicazioni, fax. Ma tutto è inutile». Ma la soprintendente non è più disposta ad aspettare. «Se non si interverrà subito, sono pronta a chiudere la reggia e a mettere fine alle visite. Ogni giorno entrano ed escono dal palazzo migliaia di persone, non solo visitatori, ma anche gli allievi dell'aeronautica, i dipendenti della scuola superiore della pubblica amministrazione e della stessa soprintendenza. Non posso sentirmi responsabile di problemi o di eventuali incidenti, che lo stato di degrado in cui la struttura versa, potrebbe provocare». Così stamattina la soprintendente e anche il sindaco Pio del Gaudio (che ha chiesto un incontro ad horas al Mibac) saranno al ministero per sottoporre ancora una volta ai responsabili la grave situazione della reggia. «Ho commissionato alla facoltà di architettura della seconda università di Napoli un'indagine conoscitiva e un progetto di interventi con relative previsioni di spesa. Per restaurare le facciate occorrono almeno 15 milioni di euro: una somma enorme. Sappiano, dunque, cosa e come fare, ora si deve intervenire, forse anche con una legge speciale». Ma, forse, neppure questo basterà. «Il ministero non ha fondi. Inutile ricorrere ancora alla nostra amministrazione. Ne ho anche parlato con il sindaco Del Gaudio. Bene andare a Roma, parlare con i responsabili del ministero. Ma temo che non servirà. Forse meglio interessare la regione. Qui non si tratta di mettere toppe, come stiamo facendo da anni. Gli interventi devono essere radicali e incisivi. Allora l'aiuto, può arrivare, forse, solo dall'Europa. Bisognerebbe indirizzare fondi europei a Caserta e non destinarli solo a Napoli». E, poi, mai come in questo caso può essere utile una vera ed efficace a concertazione e la collaborazione fra istituzioni. «La reggia è un condominio fra Mibac, Ministero dell'interno e della Difesa, che, peraltro, non è mai intervenuto sulla facciata che è di sua pertinenza. Invece è giunto il momento di coordinare le forze e le competenze per evitare danni peggiori. La reggia - è il caso di ricordarlo ancora? - è una risorsa inestimabile per il territorio, il giacimento di petrolio che Caserta ha e non sa sfruttare», ha aggiunto David.