Presentata la nuova stazione Duomo: calotta in vetro sulle rovine romane SARÀ la prima stazione archeologica del Sud. Tra 3 anni (entro dicembre 2015), nel cuore della città, a piazza Nicola Amore, la metropolitana Duomo non sarà solo uno snodo strategico per migliaia di viaggiatori, ma diventerà un museo a cielo aperto. Una lanterna magica di acciaio e vetro mostrerà il ritrovamento più prezioso degli ultimi anni: il tempio dove a Napoli si svolgevano le Olimpiadi, un luogo mitico per il mondo greco. Un grande cerchio di vetro che farà trasparire la luce di giorno, illuminato di notte, darà dignità al tempio dove gli atleti si sfidavano, sepolti sotto secoli di stratificazioni. Piazza Nicola Amore e il corso Umberto I saranno pedonalizzate. Queste le novità della variante al progetto presentata ieri a Palazzo San Giacomo dall'architetto Massimiliano Fuksas. Il progetto era già stato presentato e approvato dalla precedente amministrazione ma gli scavi sono andati avanti a lungo e si è dovuto riconsiderare tutto. È nata così la metro-museo di via Duomo, per un costo di 60 milioni (contro gli 80 del precedente piano realizzato dallo stesso Fuksas). Una copertura in vetro dominerà piazza Nicola Amore e trasformerà uno dei pezzi del centro città, sia dal punto di vista urbanistico che da quello della vivibilità quotidiana. «Abbiamo lavorato con grande tenacia e non era affatto scontato che si giungesse a dei risultati - afferma il sindaco Luigi de Magistris - invece questo progetto riesce a coniugare modernità, archeologia e quella che è la nostra idea di città. Lavoreremo affinché ci sia il massimo rispetto dei tempi di consegna dei lavori». «Un progetto unico - aggiunge l'assessore alla Mobilità Anna Donati - che mostrerà il tempio di epoca imperiale all'interno del pozzo di scavo con una variante che ci farà risparmiare tempo e costi». La stazione sarà la porta archeologica del centro storico di Napoli. «Anche quel pezzo di città sarà libero dalla congestione delle automobili - conclude la Donati - la piazza avrà un percorso pedonale. Si potrà accedere a via Duomo, piazzetta Filangieri e i Girolamini ». «Il caso della metro Duomo di Napoli è il più difficile da trattare - spiega l'architetto Fuksas - oltre ad essere il più importante d'Italia perché è una città stratificata e lavorarci vuol dire considerare questa peculiarità ». I materiali usati sono pietra lavica e molti dei materiali storici della città, recuperati dall'architetto esperto dei problemi urbani nelle aree metropolitane. Il ritrovamento di quello che è considerato uno dei più grandi santuari del Mediterraneo risale ai primi anni Duemila. Ma proprio l'importanza della scoperta ha bloccato i lavori della metropolitana, ritardando l'apertura di circa 11 anni (era stata annunciata per il 2004). «Qui si tenevano le Olimpiadi, alternate alla città di Olimpia, sede ufficiale delle competizioni - spiega il direttore regionale ai Beni culturali e paesaggistici - era il luogo dove i romani venivano per imparare il greco». Il progetto ha incontrato anche il favore delle Soprintendenze. «È stato approvato perché restituisce il giusto respiro ottocentesco alla piazza - commenta il neo soprintendente ai Beni architettonici Giorgio Cozzolino - la pedonalizzazione enfatizza la visuale prevista nei piani paesaggistici. L'importante ora è trovare una sinergia sui tempi e rispettarli». Una parte del tempio è stata smontata e rimontata proprio per renderla meglio visibile. Un lavoro difficile portato avanti non senza difficoltà. Ora è già visibile una parte dello scavo venuto alla luce, all'interno del percorso della metro Museo. Ci sono reperti importanti come la testa in marmo del nipote di Tiberio. «Nel santuario si svolgevano le cerimonie religiose - ricorda Daniela Giampaoli, funzionario della soprintendenza archeologica - qui si dirigevano le processioni. Accanto al portico sono state ritrovati 500 frammenti di iscrizione in greco. Si può considerare una scoperta epocale».