L'assessore Meucci: pronto il progetto dell'archivio della città I 100 Luoghi NELLA notte dei 100 Luoghi, ormai ristretti a 25, l'assessore all'urbanistica Titta Meucci mette sul tavolo il progetto «archivio della città». Ovvero, riutilizzare un fetta dei capannoni della ex Galileo per riunire parte degli archivi del Comune con altri archivi d'interesse pubblico: quello degli Architetti e quello delle imprese storiche dell'Archivio di Stato, se si troverà l'accordo finale: «La nostra idea è di fare in sostanza un Centro di documentazione che offra possibilità di consultazione per tutti e che sia anche un centro di riflessione sulla città», spiega la responsabile urbanistica. Addio ai faraonici disegni del passato, supercelebrati e superfalliti. Dopo aver aggiunto l'ex Meccanotessile all'elenco dei beni immobiliari da mettere all'asta, e dopo averlo pure depennato quando i cittadini hanno alzato la voce, Palazzo Vecchio sceglie il «low profile». Qualcosa di meno affascinante ma in grado di ridare comunque una missione ai ruderi abbandonati ormai da un quarantennio: «E' almeno una prospettiva concreta, che finalmente potrebbe avviare il recupero della ex fabbrica dimenticata: dopo anni di totale immobilismo è comunque qualcosa », manda a dire l'assessore Meucci ai futuri critici orfani della 'grandeur' rincorsa per decenni. «E poi non si pensi ad un semplice ammasso di scartoffie, il Centro documentazione avrà una sua attività e dimensione culturale», aggiunge. Facendo notare che anche Stefania Saccardi, assessore al patrimonio, sostiene la nuova missione per la ex fabbrica. Perché a sentire Palazzo Vecchio l'idea sarebbe tutt'altro che astratta: «Per gli archivi del Comune potrebbero essere sufficienti 1.500 metri quadrati. Con gli altri potremmo arrivare a 4.000 metri, sale di consultazione e servizi accessori compresi», dice il dirigente del patrimonio Paolo Pantuliano. Che già dai prossimi giorni avvierà i sopralluoghi tecnici per decidere quale porzione dell'ex Meccanotessile risistemare e riutilizzare. L'assessore Meucci, nel frattempo, avvierà le procedure per la variante urbanistica. Dove trovare i soldi? L'idea è di trasferire a Rifredi non l'archivio storico di Palazzo Vecchio, che resterà in via Ricasoli. Piuttosto quegli archivi intermedi tra la consultazione e il deposito storico oggi alloggiato in via Valdinievole e, in misura minore, in via Slataper: due affitti passivi che, una volta disdetti, consentiranno un risparmio di 500mila euro l'anno. «E potremmo usare questi soldi per sistemare la porzione di Meccanotessile », dice Meucci. Per recuperare gli spazi, allestire una gestione 'robotizzata' dei documenti e organizzare la consultazione. Il progetto è però ancora da fare e la stima dei costi non c'è. I tempi? Il vero rischio sono i paletti del 'patto di stabilità', che potrebbero costringere a rinviare nel tempo ogni passo. Gli uffici di Palazzo Vecchio hanno però previsto di rilasciare i fondi di via Valdinievole e via Slataper entro la fine del 2013. E il progetto 'archivio della città', secondo il Comune, dovrebbe seguire questi tempi: «Non c'è da aspettare anni, si tratta di un progetto che può essere realizzato in alcuni mesi», assicura del resto l'assessore Meucci. E il recupero di un porzione a fini culturali neppure contrasterebbe con i piani fin qui disegnati, a cominciare dalla realizzazione di un giardino fino alla vendita dell'ala sud (dove un tempo c'erano le mense) autorizzando una trentina di appartamenti da mettere sul mercato. Si contava di realizzare così circa 4 milioni di euro, da utilizzare per una piazza coperta, ristoranti, centro anziani, asilo nido e anche un mercato nella zona prossima ai giardini. Tutte cose di cui si era discusso l'anno scorso, nella passata edizione dei 100 luoghi. Ad un anno di distanza però niente è cambiato: il momento di difficoltà generale ha costretto però a rinviare aste e operazioni edilizie. E anche la demolizione del muro che corre lungo via Alderotti, annunciata in un primo momento da Palazzo Vecchio e dallo stesso sindaco Renzi, è stata rinviata quando i residenti si sono opposti temendo occupazioni abusive della ex Galileo. Quasi un segno del destino, non si costruisce e neppure si butta giù: l'ex Meccanotessile resiste in piedi ad ogni passaggio di governo comunale. Se davvero il progetto 'archivio della città' muoverà qualche passo sarà anche la rottura di un maleficio che dura da quarant'anni.