Nel cartello informativo davanti al cantiere si legge: «realizzazione fabbricati residenziali, concessione del giugno 2011» Il Wwf costruisce sulla Pillirina. Ovviamente si tratta di una provocazione, di un fatto portato all'estrema sintesi, ma di questo si parla concretamente. Accade, infatti, che ad agosto in contrada Massolivieri sia entrata un'enorme pala meccanica che traccia strade distruggendo la vegetazione, ma sono in pochi ad accorgersene. Così si arriva a oggi, quando si nota il cartello informativo che ogni cantiere per legge deve posizionare e quindi si legge: realizzazione fabbricati residenziali, concessione rilasciata a giugno del 2011, proprietari, progettisti, committenti e direzione lavori affidate all'architetto Maura Fontana e a Marco Martelli. Inizio lavori a giugno 2011, fine prevista il 31 dicembre del 2013. Fin qui, a una prima lettura superficiale, ci si chiede come sia stato possibile rilasciare una concessione edilizia in piena penisola Maddalena, dove oggi vige la zona rossa del Piano Paesaggistico e l'istituzione della riserva. Solo che i coniugi Fontana-Martelli sono alcuni dei soci fondatori della sezione provinciale del Wwf e l'architetto fino a maggio scorso era anche segretaria del direttivo. Quindi, mentre si lavorava sull'istituzione della riserva (merito anche e soprattutto del Wwf Siracusa), parallelamente si presentava un progetto per costruirvi 5 ville con, pare, campi da tennis e piscina. Attenzione, però, è tutto legale e regolare e non sarebbe stata aggirata alcuna norma, giacché l'intervento rientra nelle previsioni dell'attuale Piano regolatore, anche se l'ex presidente provinciale del Wwf, Giuseppe Patti, ha presentato un esposto in Procura e ai carabinieri con il quale chiede la verifica della legittimità ed esistenza di tutti i pareri indispensabili. «L'intervento - conferma l'assessore comunale all'Urbanistica, Luigi Crispino - riguarda un complesso di ville nel rispetto del Prg, che ha ottenuto tutti i pareri autorizzativi da parte degli organi competenti e sui cui è stata verificata la compatibilità ambientale e paesaggistica. La costituzione della riserva e il Piano paesaggistico sono intervenuti solo dopo l'inizio dei lavori, quindi l'ufficio non può eccepire nulla e, ahimè, non c'è discrezionalità da parte dell'assessore. Spero dunque che la fase istruttoria sulla revisione del Prg sia più veloce per evitare che possa accadere nuovamente». Senza mezzi termini l'assessore lascia intendere di non essere contento, ma di essersi adeguato alle norme, preferendo piuttosto un insediamento a basso impatto ambientale (replicando il modello della Costa Smeralda in Sardegna), con relativa integrazione tra edificato e vegetazione, imponendo al privato di portare benefici alla collettività in termini di riqualificazione e occupazione. Anzi, Crispino considererebbe salutare anche l'eventuale gestione privata dell'Area marina protetta del Plemmirio. Ma questo è un altri discorso. «Tacciono gli ambientalisti, tacciono i servizi di vigilanza, tace la Soprintendenza alle Antichità, tacciono i rappresentanti dell'area Protetta del Plemmirio malgrado le telecamere installate nella zona - accusa un lettore, tra i primi a segnalare il cantiere aperto, Mario Arcucci - eppure tra le motivazioni per la eliminazione della zona C12, in cui ricade o è limitrofa la particella oggetto dei lavori, è stato sottolineato che non si può consentire un insediamento a ridosso della zona protetta. Mi rivolgo a coloro che ne hanno la facoltà perché trovino la voglia di verificare se chi ha autorizzato ne aveva il potere e ha deliberato in osservanza della norma. Non si può restare insensibili alla distruzione della costa che guarda Ortigia e consentire la cementificazione per la formazione di un villaggio residenziale sulla balza a ridosso della mitica Pillirina». Il professionista chiede quindi di verificare l'indice di fabbricabilità rapportato alla dimensione del terreno e la concentrazione della cubatura per fini residenziali in una zona tutelata. Eppure è tutto regolare, forse un po' strano da credere, ma la vicenda non sembra possa fermarsi qui, tra esposti e dubbi latenti del mondo ambientalista siracusano. 04102012