Procedono speditamente i restauri al Museo Archeologico di piazza Olivella Procedono speditamente gli interventi di restauro al Museo Archeologico «Antonio Salinas», dove sono in corso lavori che coinvolgono la parte architettonica e il nuovo allestimento. Sono state eliminate le superfetazioni e le cellette che avevano funzione da magazzino faranno parte del percorso. Il sito di piazza Olivella cambierà la pelle ma non l'anima. Ormai si tratta di mesi e poi molti dei reperti «invisibili», che si trovavano nei magazzini rivedranno la luce. Ci sarà una nuova lettura del percorso scientifico. Avrà la giusta visibilità la collezione Casuccini con il suo fantastico patrimonio di opere etrusche. Andranno a convivere insieme l'Ariete bronzeo col frammento marmoreo del Partenone, capolavoro di Fidia. Dell'antica storia egizia fa parte la famosa Pietra di Palermo, iscrizione geroglifica del 2900 a. C.. Il Museo Salinas fa parte del complesso monumentale dell'Olivella che comprende pure la chiesa di S. Ignazio e l'attiguo oratorio. Un tempo fu la casa dei Padri Filippini. La dimora religiosa venne edificata sul finire del Cinquecento su progetto di Antonio Muttone e i lavori durarono quasi un ventennio. Gli edifici si articolano attorno a due cortili: il primo, prossimo all'ingresso, è di tarda architettura rinascimentale con spunti manieristici nella decorazione ruvidamente plastica; il secondo, di epoca più recente, ha forma ablunga ed archi su svelte colonne tuscaniche. Resti di un loggiato pensile sono nella facciata prospiciente alla via Roma. Dopo il taglio di questa arteria buona parte della casa venne demolita. L'edificio nel 1866 a seguito della legge sulla soppressione degli ordini religiosi venne confiscato alla Congregazione di S. Filippo Neri e divenne sede del Museo Salinas. Da quel momento fino ad oggi il complesso ha subito diverse trasformazioni. Dopo i bombardamenti del 1943 è stata ricostruita un'intera ala. Nel 1999 sono state eseguite opere di manutenzione ordinaria e straordinaria riguardanti l'abbattimento delle barriere architettoniche, impianti elettrici, installazione di un ascensore e di tre elevatori per disabili. Altri interventi nei bagni, sempre per i portatori di handicap. Ma torniamo alla storia. Il Museo illustra le diverse fasi dell'arte e della Civiltà della Sicilia occidentale, dalla preistoria alla tarda età romana e riflette la storia del collezionismo del Sette e dell'Ottocento attraverso le esposizioni dei reperti. Il nucleo più antico è costituito dalle collezioni provenienti dal Museo dell'Università istituito nel 1814. Nel corso degli anni è arrivato materiale da privati, da enti ecclesiastici, ed anche da ricerche archeologiche programmate e da acquisti. Fino al momento della chiusura per il complesso restauro gli oggetti esposti erano 10.394. I turisti nel corso delle visite non potevano fare a meno di soffermarsi su alcuni pezzi, particolarmente significativi: l'Efebo bronzeo di Selinunte che risale al 480-460 a. C.; Eracle e il Cervo; una statua di Zeus. Da non sottovalutare la collezione "Gabrici" con frammenti architettonici provenienti dai Templi di Selinunte. Un altro reperto fantastico è il gruppo "Ercole che abbatte un cervo", opera romana arrivata al Salinas da Pompei. Preziose anche le famose grondaie a testa di leone. 04102012