No allo scavo del canale Contorta-Sant'Angelo, "sponsorizzato" anche dal ministro dell'Ambiente. E no anche alla cosiddetta "Marittima 2" a Dogaletto di Mira. Per il sindaco Giorgio Orsoni, le grandi navi vanno estromesse dal Bacino e ha anche una soluzione - ponte che a suo dire è facilmente realizzabile. «Sono convinto - ha detto, al termine di un incontro con esponenti del Comitato No grandi navi - che la soluzione più immediata ed efficace per risolverebbe questa fase acuta del problema sia spostare le navi di grande stazza a Marghera». Quella di Marghera è una novità, poiché una simile soluzione non era stata finora considerata. Al riguardo, il sindaco ha rivelato d'aver commissionato uno studio per la creazione di un terminale d'attracco provvisorio per le navi oltre i 300 metri nell'area portuale di Porto Marghera, a suo dire realizzabile nel giro di 2 o 3 mesi. «Non è la soluzione ideale - ha commentato, precisando che inquinamento e erosione dei fondali non verrebbero eliminati - ma darebbe il tempo di fare una valutazione vera dei costi e dei benefici del crocierismo per decidere o se riconvertire il traffico navale o se permettere l'accesso in laguna solo alle navi compatibili». In sostanza, nel corso dell'incontro che è avvenuto a poco più di due settimane dalla rumorosa manifestazione in bacino, il sindaco ha sostanzialmente condiviso le preoccupazioni degli esponenti del comitato che "sono anche quelle dei cittadini che non tollerano ulteriormente il passaggio di navi gigantesche nel centro della loro città". Tuttavia, la soluzione di Marghera dovrà essere condivisa con il Porto, con il quale in queste ultime settimane non sembra esserci un grande feeling. Anzi, si è verificata una forte polemica tra i due e c'è pure competizione nel coinvolgimento di parlamentari sulla bozza di riforma. «L'ipotesi è allo studio - ha proseguito - e risolverebbe da subito il problema, ma dovrebbe comunque essere considerata transitoria, per affrontare questa fase emergenziale. Anche un terminal oltre le bocche di porto non sarebbe una buona soluzione perché potrebbe provocare pesanti contraccolpi sulle comunità del Lido o di Pellestrina». Intanto, il Comune si muove timidamente anche sul fronte dell'inquinamento, indicato invece dal Comitato come il problema più grande. «Nell'immediato - ha concluso Orsoni - ho chiesto all'Arpav ulteriori rilevazioni e più approfondite analisi sull'impatto ambientale prodotto dal transito per disporre di dati certi su cui lavorare. Sappiamo tutti bene che il Comune di Venezia non può impedire il passaggio delle grandi navi per il centro della città, ma tutto quel che possiamo fare lo stiamo facendo».