Il sindaco ha chiesto al ministro Ornaghi l'invio di un amministratore nominato da Roma. Uffici ancora occupati dai lavoratori «SE non ci sarà un intervento deciso da parte del ministero ai Beni culturali, mi dimetterò da presidente del Teatro Massimo, provocando di fatto il commissariamento del teatro». Il sindaco Leoluca Orlando alza il tiro nella polemica sulla gestione del teatro più importante della città e chiede al ministro ai Beni culturali Lorenzo Ornaghi l'immediato commissariamento della fondazione di cui è sovrintendente Antonio Cognata, che ha rifiutato di dimettersi dopo i ripetuti inviti del sindaco a lasciare la carica. «Nella qualità di presidente della Fondazione aggiunge il primo cittadino in una riunione tenuta ieri a Villa Niscemi per fare il punto sulla vertenza mi rifiuto di fare il presidente del Teatro. Firmerò soltanto gli atti urgenti, il sovrintendente Cognata si assumerà lui e soltanto lui la responsabilità delle sue azioni. Senza un intervento da Roma, sono costretto a dimettermi da una fondazione in cui vengono violate le norme di sostenibilità». La furia di Orlando si abbatte anche sugli altri componenti dell'amministrazione del Massimo: il direttore artistico Lorenzo Mariani e il direttore del corpo di ballo Luciano Cannito. «Quest'ultimo accusa il sindaco cinque giorni a settimana è assente perché impegnato nelle registrazioni della trasmissione televisiva "Amici", il direttore artistico, invece, vive fuori Palermo e viene quando può. Gli sprechi sono il vero problema del Teatro Massimo, il bilancio è in attivo e non ci sono problemi finanziari». «Ho ravvisato delle illegittimità prosegue che ho riferito al ministro Ornaghi e che ho sottolineato più volte: dalla precarietà delle relazioni sindacali alle nomine del cda. Ho anche chiesto un rapporto sulle missioni del sovrintendente e del direttore del corpo di ballo. A tutto questo si aggiunge l'imbarazzante vicenda del vice presidente della fondazione, che era anche il legale del Teatro, e adesso si rifiuta di restituire le parcelle illegittimamente percepite. Tutte queste illegittimità dimostrano che gli illeciti non vengono commessi solo dai disoccupati disperati, ma anche da chi ricopre ruoli di potere ». Nel frattempo continua l'occupazione degli uffici della sovrintendenza da parte delle maestranze del Teatro Massimo. «Dopo tre giorni di presidio permanente si legge in una nota di Cgil, Cisl, Uil e Fials il sindaco è intervenuto per parlare all'assemblea e ha constatato lo stato di ingovernabilità della Fondazione ». La visita di ieri mattina è arrivata il giorno dopo le polemiche sullo sgombero forzato degli uffici chiesto da Cognata. «Un'azione del genere commentano i sindacati non si è mai verificata in nessun teatro d'Italia, meno che mai a Palermo».