Il ministro non ha risposto all'associazione: "Lo aspettiamo da tempo" «Siamo un ministero orfano», dice a un certo punto, seduta tra il pubblico, Angela Rorro della Gnam di Roma. E non sembra l'unica a pensarlo. Il ministro assente è quello dei Beni culturali: Lorenzo Ornaghi. Ieri, a Roma, mancava alla presentazione dell'Ottava giornata del contemporaneo, organizzata dall'Amaci per sabato prossimo con 840 spazi aperti a tutti. L'Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani chiede da 170 giorni di incontrare il titolare del Collegio Romano. Lo scopo è quello di fare il punto sul momento di crisi affrontato dal settore. I tagli al finanziamento pubblico sono stati del 33 negli ultimi cinque anni. Molte istituzioni sono a rischio ormai da mesi. Dal Maxxi di Roma, commissariato fino a novembre, al Madre di Napoli, museo in perenne default e in attesa di una nuova gestione. «Al Castello di Rivoli, andiamo avanti con bilanci provvisori bimestrali spiega Beatrice Merz, presidente dell'Amaci e alla guida del museo piemontese . L'attività di esposizione è possibile solo grazie ai privati». Al posto di Ornaghi, ieri, c'era il sottosegretario Roberto Cecchi, rassicurante: «Consideriamo questo un settore strategico». Troppo poco per l'Amaci: «La settimana scorsa Ornaghi ha partecipato a Invito a Palazzo, l'evento dell'Associazione Bancaria Italiana, e ha definito gli istituti bancari "istituzioni vitali". Spiace che abbia declinato ancora una volta il nostro invito», ha spiegato Ludovico Pratesi, vicepresidente dell'Amaci, accusando il ministro di preferire le banche ai musei. Dall'interno del Mibac, però, tendono a stemperare: «Il ministro non era a Roma e poi ieri era ben rappresentato. Non si esclude che presto incontri l'Amaci. Ornaghi non è una persona che si sottrae. Verificheremo la richiesta dell'associazione». Ma non c'è solo la crisi dei musei. Un altro nodo che il ministero è chiamato a sciogliere è quello della nomina del curatore del Padiglione Italia della Biennale d'arte 2013. La stessa Beatrice Merz è una candidata e non lo smentisce: «Come altri colleghi, sono stata contattata a fine agosto dal ministero con una lettera. Mi è stato chiesto di presentare un progetto entro un mese e così ho fatto, ma non ho ancora ricevuto una risposta ». Dal Mibac precisano per la prima volta che le personalità invitate a pensare un'idea di esposizione per il Padiglione Italia sono otto. «Confermo in parte la rosa dei candidati trapelata in questi giorni, ma tra questi ci sono anche altri nomi», chiarisce Maddalena Ragni, a capo della Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l'Architettura e l'Arte Contemporanee. E aggiunge: «Ho appuntamento con il ministro Ornaghi oggi pomeriggio per decidere il nome del curatore del Padiglione. I tempi si sono allungati anche perché non conosciamo ancora il tema scelto dal direttore Massimiliano Gioni per la mostra principale della Biennale. Entro pochissimo, comunque, comunicheremo la scelta». Il ministero non diffonde i nomi dei candidati, ma smentisce che tra questi ci possa essere il professore della Cattolica di Milano Francesco Tedeschi, da poco inserito da Ornaghi nel consiglio di amministrazione del museo Maga di Gallarate.