«L'arco dell'Arena moderna cade a pezzi. L'impalcatura che sorregge l'antico manufatto sarà insufficiente per affrontare la nuova stagione delle piogge. E dell'avvio del procedimento per la messa in sicurezza, da parte della Soprintendenza ai beni culturali, non si è più saputo nulla. Che l'amministrazione faccia qualcosa». E' laconico il professore Corrado Piccione, preoccupato per le sorti di questo gioiello di fine '700 sito nella parte alta di corso Vittorio Emanuele. E', infatti, da quattro anni che il cultore locale ha intrapreso una vera e propria battaglia per far censire l'arco dell'Arena moderna tra i beni di interesse architettonico della città. «Ma la burocrazia e il poco interesse hanno fatto allungare i tempi, determinando il quasi crollo di questo importante manufatto». L'arco presenta in effetti evidenti segni di cedimento. E il prospetto continua a sgretolarsi, come dimostrano i mucchi di sassi e calcinacci a ridosso della pseudo impalcatura che dovrebbe impedire all'arco di crollare. E' così che la definisce Piccione, che a tal riguardo è perentorio: «L'intervento di puntellamento adottato dalla passata amministrazione comunale non è risolutivo. A stabilirlo è stata la stessa Soprintendenza ai beni culturali, quando ha invitato il comune a organizzare "un urgente sopralluogo al fine di garantire un'impalcatura idonea a sorreggere il manufatto". Così fu scritto nella nota inviata al Comune diversi mesi fa - precisa Piccione -. Ma da allora, né la Soprintendenza, né l'amministrazione comunale si è più mossa per mettere in sicurezza e far restaurare questo monumento». Eppure la storia infinita dell'arco dell'Arena moderna a rischio crollo ha avuto inizio circa 4 anni fa, quando diversi cultori locali hanno presentato alla Soprintendenza un dossier fotografico. Poi è stato presentato un esposto al Nictas (Nucleo investigativo circondariale di tutela ambientale e sanitaria), alla Soprintendenza ai beni culturali e architettonici e al sindaco pro tempore del comune di Avola, Antonino Barbagallo: un documento a firma del club locale del Kiwanis International. Per non parlare delle continue sollecitazioni da parte del professore Corrado Piccione sulle pagine del nostro giornale. «Ma sulla questione Arco dell'Arena moderna - conclude Piccione - è calato il silenzio più assoluto». Emanuela Tralongo 02102012