Dopo gli esiti di uno studio di un gruppo di archeologi, il sindaco prevede altre perizie Palazzolo. Continuerà ancora per un anno la collaborazione tra la Facoltà di Archeologia dell'Università di Varsavia e la Sovrintendenza ai Beni culturali di Siracusa, per quanto riguarda gli studi e gli scavi della zona di Akrai. A ribadirlo è stato il sindaco Carlo Scibetta dopo il convegno che si è svolto al palazzo municipale che aveva come argomento «Quando il futuro incontra il passato. La tecnologia moderna nella ricerca archeologica del Siracusano». Durante il convegno sono stati mostrati i risultati di un'indagine non invasiva condotta sul sito di Akrai a partire dal 2009. Il gruppo di studiosi dell'Università ha svolto, utilizzando vari strumenti, un'ampia ricognizione sul sito. L'area archeologica sottoposta alle analisi geomagnetiche ha compreso in tutto 3,5 ettari. I risultati della ricerca hanno permesso di creare un modello integrale dei dati digitali, in cui le singole zone tematiche sono complementari e spiegate reciprocamente. Grazie alle fotografie verticali sono stati creati i modelli tridimensionali delle strutture presenti nel sottosuolo. Nell'ambito del progetto è stata inoltre proposta la ricostruzione tridimensionale del teatro di Akrai. «Questo studio - ha detto Scibetta - condotto con l'ausilio di mezzi tecnologici non invasivi potrebbe dare spunto a una nuova campagna di scavi mirata per portare alla luce parti di Akrai che potrebbero arricchire le conoscenze storiche e architettoniche del sito. In particolare si potrà capire la conformazione dell'Agorà. L'auspicio dell'amministrazione è che questa metodologia di studio possa essere estesa anche ai mosaici recentemente trovati in contrada Falabia durante i lavori per il passaggio di un gasdotto». Paolo Mangiafico 02102012