Ci sarà una compagine d'artisti insolita ed eterogenea, domattina nel centro diRoma. Eterogenea per composizione, con attori, musicisti, registi, artisti della danza, del cinema, del teatro, esercenti, accomunati da un fine comune: contro i tagli, contro «la disattenzione delle istituzioni», salvare lo spettacolo italiano dal precipizio verso il quale lo spinge l'attuale governo facendo finta di salvarlo e di cui il ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani è spettatore passivo e inerme nella migliore (e più benevola) delle ipotesi, complice nella peggiore. Perché la cultura, e lo spettacolo, è uno dei pilastri della vita sociale e di uno Stato civile che voglia chiamarsi tale. Carla Fracci, Alessandra Ferri, Carlo Verdone, Giuliana De Sio, Ennio Morricone, Lello Arena, Ettore Scola, Ugo Gregoretti, Gillo Pomecorvo, Cino Musetti, altri artisti, parlamentari, professori d'orchestra hanno aderito e saranno, intorno alle 11, al Pantheon, perché qui parte la manifestazione organizzata dall'Agis, associazione che non ha fama d'essere estremista ma dove evidentemente la pazienza è andata oltre i limiti sopportabili se si è messa a promuovere una vertenza con appello on line che ha già raccolto 10 mila adesioni e la giornata di domani alla quale ha apposto il suo sostegno anche il segretario nazionale della Cgil Guglielmo Epifani. La protesta è contro i tagli (il Fondo unico per lo spettacolo è sceso a 465 milioni di euro, 35 milioni in meno rispetto al 2004) e contro una «disattenzione» politiCA che porta guai. La giornata partirà dalla piazza di fronte al tempio del Pantheon per approdare al Teatro Argentimi dove parleranno Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi con un passo dalle Memorie di Adriano per ricordare che affossare la cultura vuoi dire affossare la nostra civiltà, il presidente dell'Agis Alberto Francescani, dove suoneranno insieme musicisti dalle orchestre dì Santa Cecilia, dell'Opera di Roma, dell'orchestra regionale del Lazio. Dopo una delegazione imboccherà la strada che porta all'ufficio del sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, ufficio ritenuto evidentemente più affidabile di quello di Urbani. «La situazione è agghiacciante», sostiene il violinista Salvatore Accardo che non sarà presente perché proprio domattina presenta un'iniziativa benefica dal carcere di Pisa. Perché qua si assiste a un vero accerchiamento: il musicista prende a esempio la classica, dove i tagli minano l'attività concertistica «tagliando le gambe agli artisti più giovani, tanto più. se italiani», cui si aggiunge la beffa: «per i concerti di classica l'Iva è stata .raddoppiata e portala al 20, si dice sia un errore di trascrizione ma l'errore c'è stato e sai quanto ci vorrà per avviarlo». Non bastasse «si elimina l'educazione musicale dalle scuole», ricorda l'artista, mentre nèh scuole private, dove si paga, l'insegnamento potrà essere impartito in tutta tranquillità. Togliere al pubblico per dare ai privati rappresenta però la filosofia di questo governo fedelmente interpretata dal ministro dell'istruzione Moratti, non è così? «Sì, mi pare la strada che si sta percorrendo» risponde Accardo. Il baratro è vicino. L'appello on line lo trovate nel sito www.agisweb.it