"L'Italia? L'Italia è stato il primo Paese a capire l'importanza di mantenere il patrimonio culturale ed il patrimonio paesaggistico. Due facce della stessa medaglia, un investimento per il futuro, un regalo da lasciare per le nuove generazioni". Presso la Biblioteca IMT Alti Studi di Lucca, un pubblico numeroso, all'interno del quale spiccava il noto fotografo Oliviero Toscani, ha accolto l'arrivo di Salvatore Settis, archeologo e storico dell'arte di fama internazionale. Già direttore del Getty Research Institute di Los Angeles e della Scuola Normale di Pisa, è approdato a Lucca per presentare il volume di prossima uscita " Paesaggio e patrimonio culturale in Italia: dalla tutela al degrado", di cui è autore. Edito da Einaudi, tratta della difesa e della tutela territoriale ed architettonica. Durante la conferenza, Settis ha fatto il punto sullo stato del degrado culturale, istituzionale e civile che ha investito il Paese, invitando ad un'azione che coinvolga ognuno in prima persona. Nella prima parte del suo intervento il professore ha indicato, avvalendosi di vari esempi, come l'Italia sia ricca di bellezze culturali, in virtù dell' accumulo plurisecolare di bellezze storiche ed artistiche. Pensiamo a Roma, che da sola conta il 30, 40 percento dei beni culturali italiani. Esiste una lunga tradizione di regnanti italiani che, prima dell'Unità d'Italia, hanno cercato di difendere le bellezze interne ai propri stati. Gli esempi sono vari, a partire dal re di Napoli, Carlo di Borbone, che, intorno al 1750, impose di promuovere la conservazione degli oggetti d'arte nel luogo d'origine, evitando le esportazioni all'estero. Effettuando questi passaggi, egli, come altri regnanti, dimostrò lungimiranza ed una particolare attenzione alle future generazioni. Provvedimenti simili vennero varati anche nelle epoche successive, fino ad arrivare all'epoca fascita. Nel 1939 il ministro Bottai emanò due leggi che regolavano la tutela dei beni culturali, delle opere d'arte e la tutela del paesaggio. Input, in seguito, utilizzati dalla Costituzione italiana che, all'articolo 9, recita: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione". L'Italia, ha affermeto Settis, è stata la prima a riconoscere quanto paesaggio e cultura siano intimamente legati e preziosi, entrambi. Tanto che molti stati hanno seguito l'esempio della nostra legislazione.E l'Italia di oggi? "Il paesaggio è come una cartina tornasole, abbiamo quello che ci meritiamo- ha spiegato Settis. In passato avevamo il paesaggio decantato da Goethe, negli ultimi anni tutt'altro tipo di vista". Settis, nella seconda parte della conferenza, ha indicato come nessun Paese, come il nostro, spenda così tanto per strade ed autostrade. Procedono, spedite, le costruzioni di infrastrutture ed edifici, che spesso restano incompiuti o abbandonati. Questo nonostante, in Italia, il rischio sismico sia decisamente alto. Un esempio è la città dell'Aquila in cui, peraltro, alcuni anni dopo il disastroso terremoto che l'ha colpita, la ricostruzione va a rilento e la città è immersa nel degrado. Di fronte a questa situazione, di danno a monumenti e natura, stoicamente, nonostante tutto, gli italiani continuano a vantarsi delle proprie eccellenze culturali e naturali. Senza mantenerle col dovuto rispetto. "Eppure le leggi di tutela esisterebbero, ma non vengono rispettate", ha aggiunto lo storico. Citando, infatti, l'articolo 9, Settis ha indicato come non vi sia la necessità di cambiare la Costituzione. Piuttosto, come occorra imparare a leggerla bene e ad interpretarla. Di fatto, ha spiegato, la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico sono sanciti nella Carta costituzionale. Ecco allora, secondo le parole di Settis, come il cittadino medio abbia il dovere di denunciare le eventuali situazioni di degrado nel Paese. Questo di fronte a qualsiasi delitto, verso i due aspetti presi in esame, in qualsiasi luogo del Belpaese l'individuo si trovi, a Lucca, come a Verona, anche se non si tratta della propria città. Esiste una speranza di cambiamento? Settis è positivo. In particolare, una speranza arriva dalle nuove tecnologie a disposizione, utili per denunciare le situazioni di degrado e utilizzate dagli stessi cittadini. "Inoltre- ha aggiunto- in Italia vi è una particolarità. Esitono numerose forme di associazionismo, nate spontaneamente tra i cittadini, rispetto ad una politica che latita. Una classe politica che promuove leggi su leggi, leggi in deroga a leggi, non difendendo mai abbastanza il patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Basterebbe, per migliorare la situazione, secondo il professore, considerare quelle già esistenti e il dettato costituzionale. L'autore ha, poi, illustrato come, in Italia, esistano troppi casi di spreco, ancora a danno del patrimonio comune. Un esempio presentato da Settis è la vicenda, reale, di un acquapark che viene costruito e resta in funzione un anno. Poi, una volta che i contributi statali sono stati esauriti, viene abbandonato. Sul terreno, dove sorge, prima esisteva un oliveto. "Quello chi lo risarcisce?", si chiede Settis. Spesso, "Sento pronunicare da alcuni che il tradimento culturale è opera della classe dirigente, della classe politica- ha aggiunto- Il tradimento culturale è colpa di tutti. Fra i responsabili vi è la scuola italiana. Dovrebbe forgiare più idee e creatività. Purtroppo, innalzando l'età della scuola dell'obbligo, col tempo vi è stato un graduale appiattimento della qualità scolastica". Ma quali sono le soluzioni, avanzate dal conferenziere ? Innanzitutto occorre un'indignazione che porti al cambiamento. Ad esempio, occorre rendersi conto di quali siano i responsabili dei milioni di appartamenti italiani invenduti. Chi può permettersi di non veder fruttare una proprietà per anni? La mafia è la risposta, a parere del professore. Mantenere il paesaggio, sì, ma non solo per perseguire la bellezza. Essa non è l'unica cosa importante, ancora prima, è necessario assicurare la salute generale. Un esempio, "Tempo fa, in campagna, ho visto una discarica e proprio accanto una fabbrica di mozzarelle. E' evidente che quelle mozzarelle uccidono". E quindi, è la conclusione di Settis, la bellezza va rispettata, perché ne va della salute di ognuno. In conclusione, a detta del professore, è bene porsi sempre alcune semplici domande. Da non dimenticare. E' possibile l'esistenza di un territorio senza paesaggio e senza cultura? Può esistere una cultura senza paesaggio? E un paesaggio senza cultura?
"Italia, patria di bellezza e di degrado"
Salvatore Settis, archeologo e storico dell'arte, ha tenuto una conferenza a Lucca per presentare il suo nuovo libro "Paesaggio e patrimonio culturale in Italia: dalla tutela al degrado". Settis ha sottolineato l'importanza di mantenere il patrimonio culturale e paesaggistico in Italia, che è stato il primo Paese a riconoscere la loro importanza. Ha anche criticato la situazione di degrado culturale, istituzionale e civile che ha investito il Paese, invitando ad un'azione che coinvolga ognuno in prima persona.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo