Gli «indignati della cultura» sono scesi in piazza ieri a Mantova per sensibilizzare autorità e opinione pubblica sui gravi danni che il terremoto ha causato al castello di San Giorgio e al Palazzo Ducale. Dal 20 maggio scorso, dopo la prima scossa, la Camera degli Sposi affrescata dal Mantegna, che si trova nel castello di San Giorgio, è chiusa a causa delle lesioni riportate. Così come è off limits metà del Ducale, la Cortenuova e l'appartamento di Guglielmo Gonzaga. Un grave danno per la città che vive di turismo e che non può fare a meno di avere i suoi principali monumenti aperti al pubblico: la sola reggia dei Gonzaga attira 25o mila visitatori l'anno. Per sensibilizzare le autorità ad intervenire con fondi ad hoc (sabato a Mantova è atteso il ministro per i beni culturali Ornaghi), davanti al castello si sono ritrovate decine di persone che, hanno effettuato una visita «impossibile» alla Camera degli Sposi. La «provocazione», è iniziata con le note dolenti della «Ciaccona» di Bach, intonate da un violino, in una sorta di lamento della città. L'iniziativa si è svolta nell'ambito di «Tempo d'Orchestra», rassegna concertistica dell'Orchestra da Camera di Mantova che compie venti anni.