CASTELNUOVO SCRIVIA. Chi non conosce la chiesa parrocchiale di Castelnuovo Scrivia avrà l'occasione di scoprire le bellezze di questo edificio di origine romanica il 5 ottobre, in occasione di un evento davvero unico: torna, infatti, nella Collegiata dei santi Pietro e Paolo, l'organo, datato 1612, opera dei fratelli pavesi Vitani. Dopo un lungo restauro, durato tre anni, si tornerà a dar fiato alle canne del maestoso strumento: l'appuntamento è per le 21, con l'intervento di chi ha seguito e sostenuto il recupero, la benedizione del vescovo Canessa e un concerto di Letizia Romiti, docente al Conservatorio di Alessandria. «Non sono molti gli organi antichi in provincia di Alessandria perfettamente funzionanti spiega lo storico Antonello Brunetti - laddove vengono utilizzati e gestiti con cura spesso si tratta di organi dell'Ottocento o del Novecento, soprattutto Lingiardi, Serassi, Mentasti, Bianchi. Se andiamo indietro nel tempo di almeno quattro secoli abbiamo ben pochi organi, fra i quali spicca quello di Boscomarengo del Molonino. Ora vi è anche quello di Castelnuovo».Il restauro ha permesso di consiliare le strutture murarie, la pavimentazione, la sala mantici, la splendida cantoria e infine tutto lo strumento composto da 1260 canne metalliche e lignee. «Con il coordinamento delle Soprintendenze di Torinoprosegue Brunetti hanno partecipato al restauro le ditte Dell'Orto-Lanzini di Dormelletto e Regoli-Bonardi di Ga-vi. Il costo complessivo è stato di 20Omila euro raccolti con contributi del Ministero dei Beni culturali, della Fondazione Cassa di Risparmio Alessandria, della Cei e donazioni da parte di 309 famiglie castelnovesi. Nella sala mantici è stato allestito un Museo dell'organo, con vecchie tastiere, pedaliere, elettroventilatori, canne deformate, somieri e pannelli illustranti la situazione pre-restauro».