ERCOLANO - POMPEI. Un'amara sorpresa ha accolto i circa 150 turisti crocieristi che ieri mattina avrebbero dovuto effettuare la visita negli scavi di Ercolano: «I cancelli del sito archeologico - racconta Antonella Aloschi, tour operator che accompagnava i turisti - erano chiusi senza un apparente motivo e senza che nulla ci fosse comunicato. Abbiamo così dovuto calmare la rabbia dei crocieristi provenienti da tutto il mondo che, solo ieri, avrebbero potuto visitare gli Scavi, dopo aver prenotato e programmato questa visita da mesi. Vien da se che abbiamo dovuto effettuare loro il rimborso totale del biglietto oltre a dover pagare i tre pullman che dal porto li hanno portati fin alle falde del Vesuvio e che li hanno dovuti riportare alle navi da crociera scontenti di non aver potuto vedere gli Scavi archeologici». A causare la chiusura dei cancelli, hanno appreso più tardi i tour operator, è stato lo sciopero nazionale dei dipendenti del lavoro pubblico ai quali hanno aderito solo i lavoratori degli Scavi di Ercolano e non i colleghi di Pompei, pur dipendendo dalla stessa Sovrintendenza, la quale nessuna comunicazione ha fatto dello sciopero di ieri mattina. «Quello di ieri mattina - aggiunge la tour operator - in realtà è solo l'ennesimo sciopero che sta mettendo in ginocchio il nostro settore. Siamo costretti continuamente a dover annullare date ed appuntamenti per visite guidate nei nostri maggiori siti turistici che, quando riguardano utenti del settore crocieristico, l'unico in crescita in questo periodo di crisi, vuol dire un danno economico elevato, ma anche un pessimo biglietto da visita per l'intera nostra nazione che in tali episodi viene dai turisti stranieri identificata». Se i turisti recatisi ad Ercolano hanno ieri trovato i cancelli chiusi, così non è accaduto per quelli recatisi a Pompei che però devono, quotidianamente, fare i conti con un altro problema: la ricerca dell'uscita come fa rilevare Antonio Irlando, responsabile dell'Osservatorio Patrimonio Culturale. Irlando ha dimostrato come, dopo la visita, sia difficile raggiungere i bus turistici o la stazione della Circumvesuviana. A Porta Marina infatti sono stati collocati due cartelli contraddittori, posti uno sull'altro: il primo indica il divieto di accesso anche pedonale; il secondo la direzione obbligatoria di uscita per i pedoni. Chi non è accompagnato da una guida turistica resta perplesso. In realtà quanti entrano nel sito archeologico dalla ripida e scivolosa strada che conduce a Porta Marina, la porta che dalla via del mare conduceva in città, non potrebbero più uscire dalla stessa porta ma dovrebbero deviare nell'area del tempio di Venere utilizzando una scala realizzata per rendere più agevole il transito in uscita. «La segnaletica - afferma Antonio Irlando - invece di chiarire, confonde le idee ai visitatori». Intanto l'attenzione è anche rivolta Pompei: «Ho seguito il dibattito al Senato sul grande progetto di Pompei, ma mi sembra sia stato portato avanti in maniera non corretta - dice - il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro - Non viene, infatti, riconosciuto, e va invece comunicato in maniera diversa, che il grande progetto Pompei è dipeso solo dalla Regione Campania che ha destinato i Fondi Europei, ha voluto fortemente questo progetto insieme con il Governo, con il ministro Fitto prima e con i ministri Barca e Ornaghi poi. Bisogna quindi sottolineare che l'idea del grande progetto e i finanziamenti sono della Regione Campania».
Ercolano Pompei. Scavi chiusi, rivolta dei tour operator
I turisti crocieristi che ieri mattina avrebbero dovuto visitare gli scavi di Ercolano sono stati costretti a rimanere fuori a causa della chiusura dei cancelli del sito archeologico. La chiusura è stata causata dallo sciopero dei dipendenti del lavoro pubblico, che hanno aderito solo i lavoratori degli Scavi di Ercolano. I turisti sono stati costretti a pagare il rimborso del biglietto e a dover tornare alle navi da crociera. Allo stesso modo, i turisti che sono andati a Pompei hanno trovato difficoltà a uscire dal sito archeologico a causa della segnaletica confusa.
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