Il vicepresidente della Regione fa presente che sono soggetti a impugnativa solo tre commi Si attende ora il giudizio della Corte Costituzionale ROMA. "Il Piano casa è vivo e vegeto e non risultano impugnate le sue norme, dall'articolo 1 all'articolo 6 della legge 102012, ad eccezione dei cambi di destinazione d'uso degli edifici non residenziali ad altre destinazioni non residenziali nei comuni sprovvisti di piano regolatore generale". Lo afferma Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Regione Lazio. "L'oggetto dell'impugnativa - prosegue - è limitata solo a 3 commi: le modalità previste per la perimetrazione delle aree di interesse archeologico individuate nel Ptpr; l'unificazione dei Pama, piani di miglioramento aziendale, legati alla attività agricola nelle aree naturali protette coni Pua, piani di utilizzazione aziendale, previsti dalle leggi urbanistica e paesaggistica regionale; la procedura per dare attuazione ai programmi integrati nelle aree caratterizzate da valenze naturalistiche ambientali e culturali. Normativa quest'ultima già oggetto di esame presso la Corte costituzionale". "Su questi unici aspetti - sotto- linea - attendiamo in assoluta tranquillità il giudizio della Corte Costituzionale. Inoltre deve essere sottolineato che. come erroneamente riportato da alcuni giornali, non sono stati impugnati i punti riguardanti i sottotetti o i luoghi di culto". "In sostanza - conclude Ciocchetti - il piano casa è in funzione, con il suo set di norme volte a sostenere il rilancio dell'economia reale regionale, e ci auguriamo che le notizie prodotte al riguardo dalla stampa e dalle opposizioni, in futuro, nascano da una lettura più competente e attenta delle leggi e delle dichiarazioni del governo, anche per evitare che i tanti cittadini che hanno deciso di utilizzare il Piano casa ne risultino confusi o scoraggiati". Ma l'opposizione attacca. "La seconda bocciatura da parte del Governo del piano casa varato da questa Giunta suggella il suo clamoroso fallimento politico e amministrativo. Per due anni si è insistito a voler varare un testo lacunoso, vergognoso, scritto male, ambiguo per scelta, che è un attentato all'ambiente ed ai beni archeologici del Lazio". La presa di posizione arriva dal capogruppo del Pd alla regione Lazio Esterino Montino. "Ci siamo opposti a questa legge sbagliata per tutto il tempo della sua incubazione - aggiunge - abbiamo presentato 1000 emendamenti in aula insieme a tutte le opposizioni contro la prima stesura e oltre 200 per la seconda. La Giunta Polverini ha preteso in Consiglio la prova di forza ed è andata a sbattere contro il muro dell'incostituzionalità in entrambe le occasioni. Una bocciatura bipartisan, impugnata dal ministro Galan e del ministro Ornaghi.