Camminare per Londra di oggi osservando eventi accaduti cent'anni fa? No, non è una storia di fantasmi. E la realtà. Anzi, la realtà aumentata. Una risorsa sfruttata in maniera esemplare da Streetmuseum, un'applicazione per iPhone creata dal Museo di Londra, che invia agli utenti, in funzione della posizione e dell'orientamento del telefono, fotografie storiche della città che si sovrappongono a quella reale, facendo crollare le barriere tra passato e presente. Un'altra app, ad esempio, consente di ripristinare virtualmente il percorso e le strutture del Muro di Berlino. A Cluny uno schermo video di grande formato collocato in quel che resta del transetto maggiore consente di scoprire, facendolo ruotare a 360 su un perno, l'aspetto dell'abbazia prima della sua distruzione durante la Rivoluzione francese. Anche in Italia sono disponibili app di questo tipo: il ministero per i Beni e le attività culturali ha lanciato i-Mibac Voyager, che ricostruisce i Fori imperiali. La realtà aumentata non è però soltanto la mixed reality, dove sullo schermo la distinzione di reale e virtuale finisce per essere superata, ma anche i Qr code. Una risorsa dalle molte potenzialità per i beni culturali. E infatti in Italia sempre più città si stanno dotando di Qr code che, in corrispondenza di monumenti, "aprono" il tessuto urbano a una sorta di quinta dimensione. La maggior parte delle città più importanti ne è dotata (Milano, Venezia, Ravenna solo per fare qualche nome) ma tutto lo stivale è ormai "etichettato": da Vercelli a Catania passando da Casale Monferrato, Pisa, Montepulciano, Macerata, Perugia, Modica ma anche centri minori come Tarquinia e Galatina. L'ultima arrivata in ordine di tempo è Cremona che il 6 ottobre inaugurerà Vap, Virtual Architectural Performance, che fonde Qr code con la realtà aumentati.