La periodicità di questi incendi, la stessa loro vastità e le particolari condizioni climatiche che vengono ogni volta scelte con cura sono tutti indizi che fanno pensare all'esistenza a monte di una regia intelligente quanto diabolica. Nel passato le forze dell'ordine e la stessa magistratura hanno svolto indagini, ma con scarsi risultati. E forse anche per questo ci siamo un po' tutti rassegnati inserendo alla fine gli incendi, come tante altre nostre calamità, nella comoda classifica degli accadimenti naturali. Come è avvenuto altre volte, anche in questa circostanza gli interventi per domare le fiamme sono arrivati in ritardo. In particolare questo è accaduto per gli aerei e gli elicotteri, che fra i mezzi di contrasto si dimostrano i più efficaci. Le autorità, con in testa il sindaco di Cefalù, giustamente hanno protestato. Se ci riflettiamo, i soccorsi, anche con tutta la buona volontà dei vari operatori, per forza maggiore arrivano sempre dopo, quando il danno in parte o in gran parte è stato già prodotto. In questi anni, per cause che sfuggono, molto si è lavorato e molte risorse sono state impiegate per contrastare gli incendi, ma molto meno per prevenirli. Non si sa il motivo. Curare periodicamente il sottobosco demaniale e imporre per le parti boschive private il regolare intervento dei proprietari, pena l'esproprio, dovrebbe costituire la precondizione di una saggia opera di prevenzione. Va aggiunto il controllo costante del territorio che si può fare in tanti modi e con effetti soddisfacenti. Un controllo serio che andrebbe intensificato nel periodo estivo e quando arriva nell'Isola, e non succede tutti i giorni, lo scirocco. Gli incendi, soprattutto quelli di vaste proporzioni, esplodono infatti solo quando soffia il vento caldo dell'Africa, lo sappiamo benissimo. Ma stranamente le autorità preposte, quando queste condizioni eccezionali si verificano, vorremmo essere smentiti, restano inerti. Si muovono solo quando il pericolo, con impressionante puntualità, si materializza. Troppo tardi. La Regione spende per i forestali somme consistenti. Ma il rapporto di lavoro di questo personale solo in parte è regolare, e gli stessi salari spesso vengono erogati in ritardo. Anche l'utilizzo e valorizzazione di questo personale è motivo di continui contrasti. Sarebbe interessante sapere, ad esempio, se le zone che questa estate sono state curate dai forestali si sono salvate dall'incendio. Ci si scandalizza per i troppi addetti in questo settore, sicuramente in numero superiore ad altre regioni, ma si sorvola sempre, non si sa perché, sull'utilizzo e sulla specializzazione di questo personale. Davanti allo spettacolo degli alberi bruciati, preludio di smottamenti e frane, e della terra rinsecchita e priva di vita, si resta attoniti. Ci vorranno decenni per vedere tornare a vivere questa parte del nostro territorio che non siamo riusciti a salvaguardare. Ma finiremo per rassegnarci presto. Dopo tutto preferiamo il mare. Da tempo abbiamo abbandonato la montagna. Il paesaggio stupendo che offre Gibilmanna, ad esempio, è ormai un'area per pochi villeggianti. Chiusi i luoghi di ritrovo, abbandonate le ville, lasciato marcire il campo di golf, prima ancora di essere realizzato, isolato il santuario e ignorato l'osservatorio, esclusa l'intera area dai programmi culturali e ricreativi del Comune, preferiamo appunto il mare, stare nella spiaggia affollata di corpi, immergerci nell'acqua inquinata e vivere nelle case a schiera lungo le coste tutte uguali e tutte bruciate dal sole con aria condizionata e zanzariere a protezione delle nostre finte vacanze. Se c'è un disegno dietro gli incendi lo ignoriamo, ma che le nostre scelte consumistiche e di basso profilo abbiano aiutato il verificarsi di questi eventi disastrosi, più che una possibi-lità, è una certezza.
SE LA SICILIA VA IN FIAMME NON È UNA CALAMITÀ NATURALE
Gli incendi boschivi in Sicilia, come quello di Cefalù, sono stati causati da forze sovrannaturali, secondo le autorità. Tuttavia, gli esperti sostengono che ci sia una regia intelligente e diabolica dietro questi incendi. La periodicità e la vastità degli incendi, nonché le condizioni climatiche, suggeriscono che ci sia un piano intelligente dietro questi eventi. Gli interventi per domare le fiamme sono arrivati in ritardo, e gli aerei e gli elicotteri sono stati i mezzi più efficaci per contrastare gli incendi. Le autorità hanno protestato per il ritardo degli interventi.
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