Il Comune stanzia 300mila euro per recuperare il bastione abbandonato nel degrado da anni Monaci: «D'accordo con la Soprintendenza, tornerà a vivere. Qui verranno le famiglie» GROSSETO Il progetto esecutivo per salvare il bastione del Maiano c'è. E non è poco. Sì, perché rimettere in sesto uno degli angoli più belli delle Mura, violentato da anni di abbandono e inadeguatezza, significa restituire al capoluogo una bella fetta della propria identità. «Sono in piena sintonia con il Tirreno, che ha fatto della riqualificazione delle Mura, del centro storico e di Marina le proprie battaglie. Basta progetti faraonici, voglio proseguire con il recupero dell'esagono» ha detto l'assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci. I quattrini che verranno spesi anzi, meglio dire investiti non sono una marea. Ma bastano, anche perché saranno destinati a precisi interventi. Ma andiamo con ordine: rimettere in sesto tutto il bastione costerà appena 293 mila euro. A presentarci l'idea per il Maiano è direttamente l'assessore, visibilmente soddisfatto. Sul posto. Raccontare un qualcosa per sentito dire è un conto, averlo vissuto è un altro. Ecco che visitare per l'ennesima volta il cadavere del Maiano diventa una via obbligata. È sabato mattina, gli uffici comunali sono chiusi. L'uomo della giunta Bonifazi bis ci aspetta proprio all'ingresso del bastione, lato porta Vecchia. Ha l'aria orgogliosa. È accompagnato dal dirigente comunale di competenza, l'ingegner Luca Vecchieschi. Il professionista custodisce gelosamente tra le mani alcuni documenti, tra cui il progetto esecutivo per la messa in sicurezza dell'area esterna del bastione. Un'idea che prevede anche il restauro delle facciate dell'antico deposito dell'acqua, risalente al 1870 e oggi sommerso dal pattume. Un'energica stretta di mano e si parte. Bastano pochi passi e la prima impressione è chiara: dall'ultima volta che abbiamo visitato l'area nulla è cambiato. In quello che a tutti gli effetti è un cantiere abbandonato da anni entriamo, infatti, traversando una transenna divelta dai soliti imbecilli. Sì, il Maiano non solo cade a pezzi e non vede passare famiglie da più di un decennio, ma è anche visitato assiduamente da sbandati. Cartacce, profilattici, siringhe e bottiglie sono così parte del paesaggio. Arriviamo al centro del bastione, guardando poco più in avanti, verso viale Fossombroni, la vista è mozzafiato: potrà sembrare assurdo, ma le Mura di Grosseto da lì, dal punto più abbandonato e degradato di tutta la cerchia medicea, mostrano tutta la loro dirompente bellezza. Dobbiamo però fare attenzione. Sì, perché tutto attorno ai nostri piedi ci sono voragini di sette, otto metri. È il frutto dell'azione portata avanti dalle ditte cui furono affidati nel 2006 i lavori di recupero. Imprese cadute in un farraginoso contenzioso trascinatosi fino al 2009. Sotto il deposito dell'acqua c'è sempre il luridume che avevamo fotografato circa un anno fa, così come sono ancora oggi sparsi ovunque gli scarti edili mai utilizzati. A completare l'armonioso quadro sono numerosi scarabocchi vomitati con una bomboletta spray: chiamarli murales sarebbe un complimento troppo grande. Il progetto. Già, ma in sostanza cosa cambierà al Maiano? Tanto per cominciare sarà portata un bel po' di terra per riempire le voragini e mettere in sicurezza l'area. Via l'orrendo cilindro in cemento armato costruito per dar vita all'ascensore: sarà segato. Lì accanto sorgerà invece una bella terrazza verde, con ampie zone esterne in travertino e percorsi pedonali affiancati da comode aree di sosta, con magari un chiosco che somministra qualche bevanda fresca. Il paramento murario dell'antico deposito che sul finire dell'Ottocento riforniva l'acqua a tutta la città sarà pulito, stuccato e ricoperto con prodotti idrorepellenti antiscritta: un'arma in più per difendersi dai simpaticoni della bomboletta. La stessa costruzione sarà anche rifinita con adeguate finestre e con un portone d'ingresso in ferro preossidato. Tra le altre cose emerge poi il completo rifacimento delle ringhiere sulle scale e sulla terrazza del deposito, tutto in acciaio corten e vetro. A completare l'opera saranno poi due scale circolari, anch'esse in ferro: collegheranno il bastione del Maiano con le piazze basse, da un lato quella Nassiriya, dall'altro quella Esperanto. I tempi e la Soprintendenza. Quel che colpisce di più, anomalia tutta italiana, è che questa volta sembra proprio che ci siano dei tempi certi di realizzazione. L'accordo con la Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, stavolta, c'è. Del resto durante la stesura del progetto gli organi comunali hanno tenuto attentamente conto delle considerazioni avanzate da Siena, cercando di avallare le varie richieste verso un'idea condivisa. Adesso è questione di settimane, per il diciotto di ottobre è prevista la conferenza dei servizi che darà il via libera. Subito dopo saranno affidati i lavori, dove sembra che saranno coinvolte il più possibile imprese locali. Un'altra bella notizia