L'imbarcazione è naufragata a una profondità di 30 metri sulla cosiddetta "secca dei Mattoni". La scoperta risale al luglio scorso durante un'operazione di messa in sicurezza urgente avviata nel mese di giugno dalla soprintendenza Ponza, scoperta una nave romana "Così antiche sono una rarità" Le acque di Ponza non smettono di emozionare. Anche quando i fondali hanno già svelato un "cimitero" di centinaia di anfore, dalle sabbie può ancora riemergere l'inaspettato "scrigno" di quell'antico carico navale, per diventare oggi un "museo subacqueo". E' il caso della nave romana naufragata ad una profondità di 30 metri, sulla cosiddetta "secca dei Mattoni". Il suo carico di anfore databili al II secolo a. C. era già stato individuato alla fine degli anni '80 e posto al centro di una serie di campagne di ricerca, ma solo ora, scavando negli strati sottostanti, è stato scoperto l'intero corpo del relitto, perfettamente conservato nel suo legno originario d'età repubblicana, con la combinazione intatta di tutte le sue parti che arrivano ad un'estensione di oltre quaranta metri. "Un unicum perché navi così antiche e in questo stato di conservazione sono una rarità rispetto a ritrovamenti che solitamente sono riferibili all'età imperiale", dichiara Annalisa Zarattini responsabile del nucleo operativo di archeologia subacquea della Soprintendenza del Lazio. La scoperta risale al luglio scorso durante un'operazione di messa in sicurezza urgente avviata nel mese di giugno dalla soprintendenza, per arginare i continui interventi di tombaroli sub che hanno depredato negli anni il sito di reperti archeologici. Un sistema di protezione efficace era l'obiettivo della spedizione, anche perché secondo la convenzione ratificata dall'Italia con l'Unesco, i reperti subacquei vanno lasciati in situ. E il cantiere di scavo, condotto da archeologi sommozzatori non certo in condizioni normali ma in camere iperbariche, ha cominciato a far riaffiorare il profilo dell'intero relitto: "L'emozione è stata grande, toccare un legno così antico è stata un'esperienza straordinaria - racconta la Zarattini - Ritrovare la struttura dello scafo, le tracce autentiche di chi l'ha lavorato, la conformazione della chiglia, le sentine, è uno spettacolo che testimonia tutta l'abilità dell'uomo nel costruire". La nave documenta come Ponza rientrasse nell'ambito di una rotta commerciale del vino molto frequentata tra II e I sec. a. C. che lungo la costa tirrenica toccava la costa francese del Mediterraneo e la penisola iberica. Partendo dal nucleo già noto del carico navale di anfore (tutte brindisine dalla tipica forma allungata con puntale), l'allestimento della protezione è stato ora ampliato: "Abbiamo adottato il sistema di una griglia metallica modulare a prova di sfondamento che protegge nel pieno rispetto dell'ambiente marino e allo stesso tempo consente di vedere il relitto - dice la Zarattini - La nave, che continuerà ad essere monitorata e studiata, diventa ora a tutti gli effetti un esempio straordinario di musealizzazione subacquea del nostro patrimonio". (29 settembre 2012)
LAZIO - Ponza, scoperta una nave romana "Così antiche sono una rarità"
Una nave romana del II secolo a.C. è stata scoperta a una profondità di 30 metri sulla "secca dei Mattoni" a Ponza. Il relitto, che era già stato individuato alla fine degli anni '80, è stato scoperto durante un'operazione di messa in sicurezza urgente avviata nel mese di giugno dalla soprintendenza Ponza. La nave, che misura oltre quaranta metri di lunghezza, è stata trovata con il suo carico di anfore, che include brindisine con puntale, perfettamente conservato nel suo legno originario. La scoperta è stata considerata un unicum perché navi così antiche e in questo stato di conservazione sono una rarità.
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