Parco del Ticino, l'allarme del ministero su Malpensa MAGENTA (Milano) Malpensa, oggi e soprattutto domani con la possibilità di ampliamento, potrebbe «costare» il marchio Unesco al Parco del Ticino, quel marchio che dieci anni fa dopo una lunga e laboriosa istruttoria ha classificato la Valle, nelle sue parti lombarda e piemontese, nel circuito mondiale Mab (Man and Biosphere). Una scelta difficile e una prospettiva a dir poco complicata: giovedì, con una lettera firmata dal direttore generale del Ministero dell'Ambiente Renato Grimaldi, è piombata anche a Pontevecchio di Magenta, nella sede del Parco, oltre che negli uffici (Affari Istituzionali e Sistemi Verdi) della Regione, prima destinataria. Il ministero sollecita notizie («riscontro») su una vicenda che investe il presente ed il passato dell'aeroporto: la Brughiera del Dosso, sito di interesse comunitario, è stata danneggiata dagli scarichi degli aerei in fase di decollo e per questo una sentenza della Corte d'Appello milanese ha condannato ministero dei Trasporti e Sea a pagare 7,5 milioni di risarcimento al privato che ha promosso la causa. Ma nel giugno scorso la Commissione Europea ha anche iniziato una procedura di infrazione contro l'Italia a proposito di quel Sic per due ragioni: primo, sono mancate «le opportune misure per evitare il degrado degli habitat naturali»; secondo, mancano anche «le necessarie misure di conservazione che dovrebbero essere adottate entro sei anni». Quindi dice in sostanza il ministero , è urgente risolvere presto la questione perché non c'è di mezzo «solo» la procedura di infrazione: «L'area oggetto di degrado rientra totalmente nel perimetro della riserva MaB della Valle del Ticino, riconoscimento Unesco ottenuto nel 2002, attualmente in fase di revisione da parte degli organi MaB deputati e ciò costituisce un elemento di straordinaria importanza sui piani nazionale ed internazionale che non può essere sottovalutato o addirittura omesso nella valutazione del caso». Ma non è tutto: la direzione generale del ministero parla anche del progetto di ampliamento della riserva Unesco, alla quale il Parco sta lavorando per la parte piemontese, insieme con il comitato nazionale MaB che è presieduto dalla direzione del ministero stessa. «La proposta di ampliamento dell'aeroporto come la diffusione di specie alloctone dice la lettera sono richiamati tra gli impianti antropici da contenere ed oggetto di discussione ed impegno da parte del Parco del Ticino». Ancora: «Il rischio che la designazione MaB sia revocata è tutt'altro che remoto, considerato che l'Unesco è da sempre attento ai cambiamenti ambientali». Il presidente del Parco Gian Pietro Beltrami ed il vice Luigi Duse sono preoccupati, ma non nascondono anche un senso di irritazione nei confronti del ministero. «Il nostro no al masterplan discusso anche il i8 scorso è confermato: per la terza pista e soprattutto per gli insediamenti relativi che diventano una specie di devastante zona franca nella brughiera. Ma è inutile che il ministero ci metta in guardia. E' lui a fare le valutazioni di impatto ambientale sull'aeroporto, mica noi». Ma è da immaginare che la vicenda non finisca qui.