Nei nuovi spazi espositivi cimeli inestimabili ma anche touchscreen e multimedialità Una "Wunderkammer" nello spirito di Carlo Alberto LA CASSAFORTE personale, con tanto di stemma, di Vittorio Emanuele II, le preziose legature donate ai Savoia in occasione delle nozze, i "portapergamene" e uno stereoscopio per ammirare le prime lastre fotografiche. E poi un'edizione pregiata del "Theatrum Sabaudiae", strenne sulle città italiane con copertine cesellate in oro zecchino e, tra i pezzi più rari, un cofanetto decorato donato alla Regina Margherita, all'interno un autografo di Alessandro Manzoni sull'opportunità di scegliere la lingua italiana. Ma anche dispositivi multimediali dedicati a Leonardo, video "emozionali" e touch screen. La Biblioteca Reale apre da oggi i suoi spazi anche ai non lettori e diviene museo. Torna insomma alla vocazione originaria perché come ha spiegato il direttore Giovanni Saccani ieri durante la presentazione - «Carlo Alberto l'aveva immaginata non solo come biblioteca personale, ma anche come "wunderkammer", poi nel tempo è diventata pure gabinetto dei disegni e archivio». Tante le novità per questo spazio che in effetti conserva ricchezze incredibili, in primo luogo i 3 mila disegni - non solo di Leonardo, per cui soprattutto è famosa, ci sono anche Michelangelo e Tiepolo, Canova e Rembrandt, per non citare che alcune firme eccellenti - poi edizioni rare, oggetti, dagli antichi "acquamanili" ai mappamondi ottocenteschi freschi di restauro. Grazie al contributo della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino che ha elargito 900mila euro, e sono ormai quasi 2 milioni i fondi investiti per il Polo Reale dal consorzio di aziende sponsor, giunto quest'anno ai 25 anni di attività si creerà un nuovo ingresso direttamente dallo scalone dell'Armeria Reale. «I lavori per abbattere la parete che separava i due siti inizieranno a ottobre, mettiamo così un nuovo tassello alla realizzazione del circuito museale sabaudo, che sarà inaugurato nel 2014» ha confermato il direttore Mario Turetta. Per ora si entra da piazza Castello: sia i lettori che intendono consultare gli antichi testi, sia i visitatori, che avranno accesso gratuito al "museo". Che offre alcune stanze introduttive, prima di accedere al salone monumentale progettato dall'architetto, anche quello personale, di Carlo Alberto Pelagio Palagi. Ed è una sorpresa constatare che, spostando una grossa libreria non originale che ne occupava la parte centrale, quell'immenso locale con volte a botte offre ora allo sguardo l'assetto prospettico originale. La sala di lettura, prima all'inizio dell'ambiente, è stata spostata verso nella seconda parte, in un'area riservata che garantisce una maggiore privacy. Nella prima parte sono invece esposte le collezioni permanenti, con una serie di manufatti legati alla storia dell'istituzione, all'interno di vetrine anch'esse rinnovate. Punto forte è anche l'allestimento multimediale installato nelle due sale d'ingresso, dove sono stati collocati dispositivi multimediali sia per navigare attraverso le collezioni "digitali" dell'istituto, sia per promuovere i beni culturali torinesi. Tra le particolarità, un sistema "digital signage" che permette l'aggiornamento delle informazioni in tempo reale. Oggi e domani, in occasione delle Giornate del Patrimonio, la Biblioteca è aperta alle visite dalle 9 alle 19.