MILANO Non vogliono più correre da sole, le città d'arte minori. E così si associano in consorzi che fungono da vetrine in Italia e all'estero. Una tendenza maturata un po' per scelta e un po' per necessità, che è in piena accelerazione. L'Associazione delle città italiane siti dell'Unesco, capofila è Ferrara, oggi vanta ben trenta associati, È stato definito un modello di gestione per la promozione e sto state individuate risorse per le città associate (per ora 12 milioni); è stato realizzato un sito Internet e una guida ad hoc in 40mila copie. Le città d'arte della Pianura padana hanno costituito un network. Dodici centri di quattro regioni (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte) si sono legati in un unico marchio (brand) territoriale, presentato a livello internazionale. I progetti? Turismo scolastico di qualità e valorizzazione dei mestieri d'arte. E poi itinerari integrati e calendari con mostre, eventi, festival, stagioni teatrali, promossi da tour operator. Ferrara, Ravenna e Mantova stanno studiando un'alleanza che dovrebbero partire nel 2007, con offerte turistiche integrate e un treno ad hoc come vettore privilegiato. Il Cidac, l'associazione Città d'arte e cultura, oggi riunisce una quarantina di capoluoghi di provincia. Tra le iniziative più rilevanti c'è l'intesa con Alpitour (che ha costituito con Tivigest una rete alberghiera ad hoc per le città d'arte), che ha portato a definire una offerta commerciale specifica. Diversi i circuiti sorti nell'ambito dell'Anci, Associazione dei Comuni. Del 2003 Res Tipica, in cui sfruttano le potenzialità della rete 1.100 comuni sotto i 5mila abitanti, molti dei quali di interesse artistico. Da segnalare I borghi più belli d'Italia, o le 35 Città della ceramica. Tra i network regionali molto attiva l'Unione di prodotto città d'arte dell'Emilia-Romagna. La Toscana promuove le città d'arte minori con un portale ad hoc, mentre la Campania ha lanciato una carta promozionale. Infine, sono sempre più attive le associazioni. A Marcovaldo, premiata di recente da Federculture, fa capo il sistema territoriale per beni e attività culturali Artea, che riunisce 35 Comuni piemontesi per valorizzare siti di interesse locale. Il consorzio Sa Corona Arrùbia opera in Sardegna e punta a valorizzare risorse archeologiche e ambientali, e ha già realizzato anche delle strutture ricettive collegate ai circuiti culturali.