I luoghi dell'arte romani senza soprintendente Rossella Vodret, criticata per la sua disinvolta gestione, ha deciso di andare in pensione... Ed è iniziata la battaglia per la successione Quale futuro per il polo museale romano? Mentre l'attuale soprintendente, Rossella Vodret, annuncia la scelta di anadare, ma qualcuno dice fuggire, in pensione, ecco subito una battaglia per la successione a questa soprintendenza speciale, tra le più importanti d'Italia. Niente colpi di fucile o granate, ma passi felpati e pugnalate alle spalle nei corridoi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e nella stanza del più felpato di tutti, il ministro Lorenzo Ornaghi. Mentre sfuma la candidatura di Maria Vittoria Marini Clarelli, che pure avrebbe i titoli, comincia a circolare il nome di Daniela Porro che, francamente, lascia qualche perplessità. Il Polo museale romano è oramai da qualche tempo al centro di svariate polemiche, grazie alla disinvolta gestione Vodret, allegramente soprannominata - Vodret ma non posso». Bocciata tre volte ai concorsi del Mibac secondo una gola profonda di Dagospia mai rimbeccata; cresciuta sono l'ala di Claudio Strinati; pur non avendola qualifica di dirigente Vodret è divenuta soprintendente in epoca Bondi grazie al comma 6, l'arma dei ministri per piazzare chi vogliono dove vogliono: a suggerire la nomina sarebbe stato addirittura Berlusconi, consigliato dal suo antiquario di fiducia - ma questa ultima è voce corridoriale. Tra le luminose imprese di Vodret, sarà ricordata la sua mostra sulla Roma di Caravaggio: costo tre milioni di euro in epoca di feroci tagli alla cultura, di cui 900mila solo per l'allestimento di Pier Luigi Pizzi - scenografo e regista d'opera da anni sul viale di un tramonto oramai sprofondato in piena notte, ma certo dorata visti i cachet. Meno dorato l'esito della mostra e che assieme alle interpellanze parlamentari e altre amenità rendevano difficile una nuova nomina di questo semplice funzionario a un posto dirigenziale. Di qui, e non certo perché «rottamata dalla spendig review" come lei lamenta, nascerebbe la disinteressata decisione di Vodret di andare in pensione ora, con trattamento da dirigente, invece di quello da funzionario che riceverebbe se arrivasse alla fine del suo mandato di soprintendente ex comma 6. Con musei dell'importanza della Galleria Borghese, Palazzo Spada, Palazzo Barberini, Castel Sant'Angelo e degli strumenti musicali, una delle collezioni più importanti del mondo trattata come merce, il Polo museale capitolino è dunque una posizione tra le più ambite: per sostituire Vodret, le cui dimissioni e pensionamento erano nell'aria da tempo, si era inizialmente fatto il nome di Marini Clarelli, direttore della Galleria Nazionale di Arte Moderna, ruolo in cui si è distinta per efficacia e rigore nelle scelte artistiche, nonché amministrative nel fronteggiare i numerosi tagli dei fondi. Tuttavia la sua candidatura sembrerebbe sfumare: secondo i maligni perché sarebbe vicina all'Opus Dei, e il ministro Ornaghi è ciellino. Più verisimile invece il timore di una donna di polso, dal carattere deciso e poco incline a opache operazioni di cosiddetto marketing culturale, i.e. marchette di vario genere, che hanno reso il Polo museale capitolino famoso per non dire famigerato. Comincia a circolare il nome di Daniela Porro, dirigente con scarsa esperienza nei musei: l'unico che ha mai diretto e dirige (ad interim da un paio d'anni) è quello delle Arti e Tradizioni Popolari a Roma ridotto al lumicino e che lei stessa ha definito "una soffitta della nonna» (ma che slogan attraente!). Su youtube è periziabile una sua deliziosa intervista, dove per oltre 3 minuti parla di una mostra, dimenticando di dire il tema: donna leggiadra (al ministero la hanno soprannominata Barby) e malleabile (dote imprescindibile per far carriera), gode di imperdibili referenze. In ordine di importanza: Federico Moccia, che l'ha lodata da un'assise di rilievo come Miss Italia 2012, poiché Barby vuole salvare e musealizzare i lucchetti dell'amore di Ponte Milvio; Vodret stessa che vorrebbe come successore una persona di gomma; infine la scaltra e manovriera Antonia Pasqua Recchia, attuale segretario generale del Mibac. E il ministro? Tace felpato il magnifico Lorenzo e, purtroppo, non è una novità.
Roma. Aperta la caccia al Polo Museale
Rossella Vodret, soprintendente del Polo museale romano, ha deciso di andare in pensione. La sua decisione è stata vista come una mossa per evitare una nuova nomina, data la sua reputazione di gestione disinvolta. La successione a Vodret è stata oggetto di battaglie tra i vari candidati, tra cui Maria Vittoria Marini Clarelli e Daniela Porro. Marini Clarelli era considerata la candidata più probabile, ma la sua candidatura sembra aver sfumato a causa di accuse di vicinanza all'Opus Dei. Porro, invece, è stata nominata come possibile successore, nonostante la sua scarsa esperienza nei musei. Il ministro Lorenzo Ornaghi sembra essere in silenzio sulla questione.
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