Il giorno dopo le dimissioni di Renata Polverini e a poche ore dallo scioglimento del Consiglio regionale, il Consiglio dei ministri ha impugnato ieri davanti alla Corte Costituzionale il «Piano casa» della Regione Lazio. Le legge «contiene alcune disposizioni in contrasto con le norme statali in materia di tutela del paesaggio precisa una nota di Palazzo Chigi ed in materia di governo del territorio». Se il centrosinistra parla di «ennesima bocciatura perla Giunta Polverini», Luciano Ciocchetti, assessore regionale all'Urbanistica e promotore delle nuove regole, aveva anche provato in extremis a fare qualche modifica pur di evitare la bocciatura. Oggi replica: «L'impugnativa del Governo Monti è limitata a poche disposizioni, 3 su 22, nessuna delle quali relativa strettamente al Piano Casa. Quindi le decisioni dell'esecutivo nazionale confermano la piena validità e efficacia del Piano casa». E il sindaco, Gianni Alemanno commenta: «Non condivido l'impugnativa del Governo perché il Piano casa ha aiutato molto l'edilizia e le famiglie in difficoltà». A proporne la bocciatura, dopo i durissimi rilievi del ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi, era stato il ministro degli Affari regionali, Piero Gnudi. Così Palazzo Chigi ha deliberato l'impugnativa dinanzi alla Suprema Corte per la seconda volta: la prima risale all'ottobre 2011 durante il Governo Berlusconi. A fine luglio di quest'anno la Regione modifica la legge ma, stando alla decisione del Governo Monti, i cambiamenti non sono sufficienti. Secondo Ciocchetti le norme impugnate riguardano «le modalità previste per la perimetrazione delle aree di interesse archeologico individuate nel Pt-pr (Piano territoriale paesistico regionale ndr); l'unificazione dei Pama (Piani di miglioramento aziendale) legati alla attività agricola nelle aree naturali protette con i Pua (piani di utilizzazione aziendale) previsti dalle leggi urbanistica e paesaggistica regionale». Ed infine «la procedura per dare attuazione ai programmi integrati nelle aree caratterizzate da valenze naturalistiche ambientali e culturali». «Inoltre Palazzo Chigi ha pure confermato le semplificazioni procedurali in materia di rilascio dei condoni edilizi ricorda l'assessore all'Urbanistica introdotte per risolvere per molte famiglie una situazione di stallo che in alcuni casi dura da quasi 3o anni». Critiche roventi piovono dal centrosinistra: «La seconda bocciatura del Piano casa suggella il clamoroso fallimento politico e amministrativo della Giunta Polverini », attacca Esterno Montino (Pd). Luigi Nieri e Filiberto Zaratti (entrambi Sel) rincarano la dose: «La presidente Polverini lascia in eredità un caos nel governo del territorio, che produrrà nuove colate di cemento e infiniti contenziosi amministrativi». I radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo aggiungono: «Il Governo nazionale ha impugnato anche durante la Giunta Polverini, solo per citarne alcune, le leggi sugli accreditamenti nella sanità privata, sul turismo e i campeggi, il Piano casa, sull'aumento dell'accise sui carburanti e sulla realizzazione di aviosuperfici e campi volo». E Claudio Bucci (Idv) sottolinea: «L'ennesima bocciatura non è altro che l'allegoria di questa fallimentare esperienza regionale». Dalla Regione, però, sostengono che se il trend attuale dovesse essere confermato, per fine anno potrebbero essere da 15 a 18 mila le «Dichiarazioni di inizio attività (Dia)» presentate dai cittadini che vogliono ampliare la loro casa: «In un momento di grave crisi e con l'edilizia di fatto paralizzata sottolinea Ciocchetti il Piano casa si rivela un importantissimo volano per l'economia».