Sì alle grandi navi a Chioggia. "Gruppo turismo Chioggia" apre le porte ai traghetti portacontainer e alle navi da crociera. «Abbiamo una bocca di porto che non ha problemi a far entrare le grandi navi - spiega Marino Masiero a nome del gruppo - e l'area portuale può ospitare i traghetti-cargo del Mediterraneo. È tempo di cominciare a far parte della Città metropolitana anche sotto il profilo delle strategie che questa nuova entità amministrativa intende attuare. La questione dell'utilizzo del porto di Chioggia è di prim'ordine per il futuro della città nel suo insieme, a partire dal settore turistico». Gli imprenditori di Gruppo Turismo (Gebis-Segear, Cisa Camping, Slow Lagoon, Chioggia-Yacht Group) hanno chiesto un incontro alle forze politiche di Chioggia e Venezia e ai responsabili delle realtà portuali delle due città per porre le basi di una progettualità comune non più procrastinabile. L'idea è nata anche a seguito delle dimostrazioni di protesta che si sono tenute la scorsa settimana nel bacino di San Marco per dire basta alla presenza delle grandi navi nel delicato ambiente del capoluogo lagunare. «Ci stiamo preparando da almeno vent'anni - continua Masiero - Sono stati investiti in infrastrutture centinaia di milioni di euro, finanziati da Stato e Unione europea. Soldi spesi bene, ma che possono produrre nuove economie e nuovi posti di lavoro se si apre il porto a nuove opportunità. Un sottoutilizzo del porto di Chioggia dopo una strutturazione così lunga e impegnativa non ha più ragion d'essere». Masiero ricorda anche il recente completamento della stazione marittima a Isola Saloni, adeguata a svolgere le funzioni di imbarco e sbarco passeggeri. «Siamo consapevoli - conclude Masiero - che non potremo diventare un "home-port" di prima importanza mondiale per il traffico crocieristico come Venezia, ma è tempo che si assegnino al nostro porto almeno alcune linee crocieristiche minori e linee di traghetti per il trasporto mezzi, che i nostri cugini veneziani non vedono ancora di buon'occhio».