L'Arco Etrusco è in buona forma "fisica" nonostante i millenni (è datato 2400 avanti Cristo) passati sotto ogni forma di intemperie e barbarie dell'uomo. La bella notizia è trapelata direttamente dai tecnici al capezzale del monumento più famoso e amato dai perugini proprio nel giorno della conferenza stampa sul punto dei vecchi lavori e l'avvio di quelli nuovi finanziati anche dal magnate umbro Cucinelli. In questo lasso di tempo sia gli uomini del Comune che della Soprintendenza hanno studiato, analizzato e passato al setaccio ogni parte strutturale dell'Arco anche con la convinzione, dopo alcuni crolli, che ci potesse essere qualche problemone dipendente dall'età. Ma alla fine tutti i risultati hanno mostrato l'ottima tenuta struttura del monumento. I colli di pezzi di cornicione e frammenti delle pietre che danno vita all'Arco Etrusco non hanno nulla a che fare con una ossatura architettonica che, secondo i tecnici, è "sana" e senza tanti bisogni di interventi invasivi e complessi. Dunque i lavori di recupero di natura soprattutto "estetica" - tra cui una ripulitura delle pietre - potranno prendere il via con tutte le certezze del caso. Il progetto finanziato da Brunello Cucinelli interessa la facciata della porta ed i bastioni, per un totale di circa 1400 metri quadrati, escluso il retro prospetto e il sottarco, oggetto del primo stralcio, finanziato da Ministero Beni Culturali e Ambientali, Comune di Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Viene riproposta la metodologia d'intervento già sperimentata nel 2000, ulteriormente affinata. Dopo i necessari rilievi, il restauro prevede innanzitutto la pulitura delle superfici con prodotti biocidi e acqua demineralizzata, quindi l'esame visivo e tattile delle singole pietre per verificarne la situazione. Eventuali fratture verranno "curate", dove necessario, anche con microcuciture con perni in acciaio inox o fibre di vetro, carbonio o simili, opportunamente resinate. La rimozione delle patine e dei depositi sarà eseguita meccanicamente con micro-idrosabbiatrici a bassa pressione caricate con inerti vegetali. Si procederà poi alla stuccatura ed alle integrazioni delle grandi lacune, a quelle di chiusura o di sostegno delle crepe, con malte idonee, opportunamente pigmentate naturalmente. Il consolidamento e l'omogeneizzazione generale saranno completati con latte di calce, ripetendo il trattamento biocida di prevenzione, a spruzzo, con sali di ammonio quaternari, soluti in acqua. Vari restauri si sono succeduti a quello in programma oggi. L'ultimo risale al 2000, a cura della Soprintendenza per i beni archeologici dell'Umbria che ha eseguito un intervento di restauro e consolidamento superficiale dei paramenti murari, nonché dei tratti di mura etrusche adiacenti, anche a seguito del sisma del 1997. L'intervento 2012 è per un importo di un milione 320 mila euro.