Il ministro Gnudi rilancia il Codice mondiale di etica dell'Onu: il settore crescerà del 3 l'anno su base globale fino al 2030. Il rilancio dell'industria turistica italiana passa attraverso il «turismo responsabile», che «non è un manifesto di belle intenzioni, ma esattamente il progetto economico di cui abbiamo bisogno». Il ministro del Turismo Piero Gnudi indica la strada per ridare fiato a un settore vitale dell'economia italiana che in tempi di crisi contiene i danni, ma perde terreno rispetto alle altre mete europee. Nonostante l'immenso potenziale del nostro Paese. Gnudi parla di rilancio alla firma del Protocollo per l'adozione dei principi del Codice mondiale di etica del Turismo dell'Onu. E lo fa nella Giornata mondiale del turismo. A firmarlo, con Gnudi, le Regioni e le associazioni di categoria: Confturismo, Federturismo, Assoturismo, Federazione turismo sociale (Fitus) e Associazione italiana turismo responsabile (Aitr). Lo scenario mondiale promette bene. I dati dell'Unwto, l'agenzia Onu per il turismo, dicono che i turisti nel mondo sono passati dai 528 milioni del 1995 ai 990 del 2011. E il settore crescerà di oltre il 3 l'anno fino al 2030, con 40 milioni di turisti ogni anno, molti dalle economie emergenti. «È una straordinaria opportunità anche per l'Italia - dice Gnudi - che resta una delle principali mete del turismo internazionale, quinta dopo Francia, Usa, Cina e Spagna. Ma perdiamo quote di mercato», avverte il ministro. Negli ultimi 10 anni siamo passati dal 6,1 al 4,5, mentre Spagna e Francia hanno contenuto il calo, dal 6,8 al 6 e dal 6,8 al 5. «Entro fine anno- promette quindi il ministro - sarà pronto il piano strategico per il rilancio del turismo. Entro il 2020 c'è la concreta possibilità di aumentare fino a 30 miliardi il contributo del turismo al Pil italiano, creando centinaia di miglia di posti di lavoro». L'estate 2012 è stata segnata da una flessione del mercato interno: - 1,4 di presenze nelle strutture ricettive a luglio, - 3,7 ad agosto, - 5,4 a settembre. Tiene meglio il mercato estero: 34,1 di presenze nel 2011, 36,2 quest'estate. Se la componente domestica del turismo italiano è in calo da tre anni (-5,6 nei primi 8 mesi del 2012, rispetto al 2011), cresce la presenza degli stranieri ( 1,2). Per «attenuare» queste perdite, dice dunque Gnudi, bisogna «aumentare le quote di turismo estero». In tutto il Paese: «Solo il 1213 arriva al Sud.