Distrutti migliaia di ettari di boschi, abitazioni sgomberate. Polemiche sui soccorsi È STATA un'apocalisse frutto di un preciso disegno criminale che ha voluto colpire al cuore il Parco delle Madonie e quello dei Nebrodi mandando in fumo una delle aree più pregiate della Sicilia. Quattro roghi devastanti in 24 ore hanno divorato migliaia di ettari di boschi e macchia mediterranea, piante secolari, uliveti, frassineti tra le province di Palermo e Messina. E quando le fiamme sembravano domate, nel tardo pomeriggio di ieri, sono riprese vigorose tra Blufi e Petralia soprana, Geraci, San Mauro Castelverde e a Collesano, sotto Piano Torre. Ingenti danni a Cefalù, dove le fiamme hanno interessato circa 1500 ettari di boschi e macchia mediterranea, mandando in fumo tre abitazioni, pali della linea elettrica e telefonica, un'area già devastata dagli incendi nell'estate del 1999 e nel 2007. Il rogo divampato inizialmente in contrada Aquilea tra Isnello e Castelbuono si è esteso nell'area boschiva di Gibilmanna tra la zona e l'osservatorio geofisico e il Santuario, le fiamme alimentate dal vento di scirocco hanno raggiunto pizzo Sant'Angelo a Piano Pero e San Francesco sino a raggiungere le contrade Allegracuore e Cippone per estendersi poi a Carbonara, Cirrincione e Ferla, tutte zone densamente abitate. Il sindaco di Cefalù Saro Lapunzina ha denunciato una sottovalutazione iniziale dell'entità dell'incendio: «Bastavano alcuni lanci del Canadair che inspiegabilmente ha fatto rientro a Roma e l'incendio sarebbe stato spento già mercoledì pomeriggio, solo dopo l'intervento del prefetto di Palermo Umberto Postiglione sono arrivate squadre di vigili del fuoco da Palermo, Trapani, Enna e Caltanissetta e ieri mattina i mezzi aerei ». Sul posto a coordinare le operazioni di spegnimento anche il Comandante provinciale dei Vigili del fuoco Gaetano Vallefuoco e decine di carabinieri della compagnia di Cefalù e poliziotti che hanno guidato lo sgombero dalle abitazioni minacciate. Sull'altro versante il rogo divampato nel territorio di San Mauro Castelverde, tra le contrade Palminteri, Parrinello, Batia e Cirrito, dove sono state evacuate alcune masserie e aziende agricole, ha raggiunto il territorio di Tusa, nel Messinese, dove un altro incendio ha interessato Sant'Angelo di Brolo. A Tusa le fiamme hanno interessato il bosco della Tardara, la frazione di Milianni, l'area degli scavi archeologici di Alesa, contrada Tonnara, e anche la linea ferrata Palermo-Messina all'altezza della Torre di Milianni. Il centro abitato è rimasto isolato per alcune ore: evacuate le case popolari e la casa per anziani. Numerosi i soccorsi con acqua e mascherine per i danni causati dal fumo che ha invaso il centro abitato. Certa l'origine dolosa secondo la forestale e carabinieri, sarebbero quattro i punti di innesco tra la vallata di San Mauro e Tusa. E quando l'allarme sembrava cessato, nell'area, quasi in simultanea, altri quattro focolai. Nel Palermitano, tra Termini Imerese e Caccamo è andata danneggiata un'abitazione rurale e alcuni animali sono morti. In un capannone in fiamme sono esplose, per fortuna senza ulteriori danni, alcune bombole di acetilene. Nei dintorni di Palermo, incendi a San Martino delle Scale e nel Trapanese, su monte Bonifato.