ANFORE della Grecia classica, vasi di origine etrusca, monete e reperti antichi di ogni genere ma tutti falsi. Sono oltre tremila i beni archeologici contraffatti, rivenduti o dati in permuta al collezionista d'arte, di provenienza nobiliare, Roberto Bilotti Ruggi D'Aragona attraverso una serie di truffe imperniate sulla buona fede del nobiluomo stesso. Un'associazione a delinquere ben affiatata, composta da presunti esperti d'arte e pseudo commercianti che in poco più di un anno, dal marzo del 2009 al maggio del 2010, millantando conoscenze nel settore dell'archeologia, hanno procurato al collezionista un danno economico di quasi seicentomila euro. Ieri il gup di Roma ha rinviato a giudizio undici persone fra ideatore, organizzatori e comprimari vari altri due hanno patteggiato una condanna a un anno e 8 mesi di reclusione . I reati contestati dal pubblico ministero Francesco Ciardi sono, a seconda delle posizioni, l'associazione a delinquere finalizzata alla truffa, alla falsificazione e alla commercializzazione di beni archeologici. L'intero meccanismo ruotava intorno alla figura di Edoardo David, 30 anni, vertice della stangata rinviato a giudizio e conoscente di Bilotti Ruggi D'Aragona. L'uomo aveva il compito di reclutare le persone che di volta in volta andavano a ricoprire il ruolo di venditore di opere d'arte (contraffatte) e di presentarle al collezionista. Una serie di presunti esperti, cultori dell'archeologia o semplici possessori di reperti antichi, che vantavano conoscenze tecniche ma che non facevano altro che interpretare una parte di fronte allo sfortunato collezionista. Figuranti che per portare a termine le compravendite utilizzavano oggetti fasulli che per sembrare più antichi venivano sottoposti ai raggi x. Come Enrico Corradi, 40 anni, falso curatore del Museo di Aprilia e presidente locale dell'Archeoclub anche lui rinviato a giudizio che avrebbe a sua volta presentato alla vittima una finta collezionista di monete, Barbara Settanni, 40 anni, che ha patteggiato una condanna a un anno e 8 mesi la quale fingendosi malata ha venduto la sua "collezione" per potersi curare. O grandi conoscitori della cultura tarquiniese e sicura fonte di buoni contatti per l'acquisto di vecchie collezioni archeologiche come Massimo Bordo, 52 anni, che sarebbe stato il tramite per l'affare tra D'Aragona e Lidia Gazzellini, 46 anni. In questo caso particolare la Gazzellini, millantando di essere erede di una collezione di Hydriai Ceretane, degli antichi vasi etruschi di grosso valore, stava riuscendo a sottrarre al collezionista due immobili: un appartamento a Roma e un intero palazzetto a Palermo. I finti esperti d'arte si sono fermati solo dopo che il nobiluomo, accortosi che qualcosa non andava, ha sporto denuncia. Prima di farlo però hanno voluto chiudere nel modo più basso, con una aggressione stile arancia meccanica. Tre di loro si sono introdotti in casa sua, pestandolo e portandogli via 2000 euro di anfora antica.
ROMA - In undici avevano raggirato un nobile romano, truffa per 600mila euro
A Roma, un gruppo di persone, tra cui un falso esperto d'arte, un falso curatore di museo e un falso collezionista, hanno truffato un collezionista di arte, Roberto Bilotti Ruggi D'Aragona, vendendogli oggetti falsi di origine etrusca e greca. Il gruppo, guidato da Edoardo David, ha utilizzato la buona fede del collezionista per procurargli un danno economico di quasi 160.000 euro. I reati sono stati contestati dal pubblico ministero Francesco Ciardi e undici persone sono state rinviate a giudizio. Due persone hanno patteggiato una condanna a un anno e 8 mesi di reclusione.
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