PISA Il passo in avanti è che sono stati stabiliti alcuni punti fermi (perizia, sede provvisoria, sede definitiva). Il dubbio sono - ancora - i tempi; in pratica quando si darà sostanza ai punti fermi individuati. Il caso Sapienza ruota ora attorno agli esiti dell'incontro di ieri a Roma, presso il ministero per i Beni culturali. C'erano il direttore generale per le biblioteche Rossana Rummo, il direttore regionale per i beni culturali della Toscana Isabella Lapi, il sindaco Marco Filippeschi, il rettore Massimo Augello ed i rappresentanti dell'Agenzia del Demanio. Primo paletto: serve un'altra perizia per capire come sta realmente il palazzo (sembra proprio che la stabilità crei qualche preoccupazione). Sarà reso operativo «entro i prossimi giorni - si legge in una nota del ministero - un gruppo tecnico composto da tecnici dell'Università di Pisa e del ministero per i Beni culturali con il compito di elaborare una perizia di vulnerabilità sismica, integrativa di quella già effettuata dall'Università di Pisa, e il piano tecnico di trasferimento dei volumi per consentire più approfondite indagini e l'allestimento di un punto di consultazione e l'espletamento dei servizi essenziali di biblioteca». Via tutti i libri dunque, anche se viene ribadita, ed esplicitata, «la volontà del rettore e di tutti i presenti di mantenere un nucleo rappresentativo del materiale bibliografico della Biblioteca Universitaria presso l'edificio della Sapienza, nel rispetto delle prescrizioni che emergeranno dalla perizia di vulnerabilità sismica». Altro passaggio essenziale: finalmente è stata individuata la sede "transitoria" (anche se il ministero non dice qual è). Emerge solo che si tratta di un edificio «demaniale nel centro storico della città» dove saranno allestiti «nell'arco di pochi mesi i servizi essenziali di consultazione». E la sede definitiva della biblioteca, a parte il nucleo rappresentativo che tornerà in Sapienza dopo i lavori? Si riparla dell'ex Intendenza di Finanza. «La Direzione regionale per i beni culturali della Toscana - conclude la nota - valuterà comparativamente, sia sotto il profilo dell'idoneità degli spazi che dei costi di adeguamento strutturale e funzionale da sostenere, alcune soluzioni possibili nel centro storico della città, tra le quali il Complesso di San Nicola, nell'ambito di una programmazione strategica della presenza del Mibac nella città di Pisa». Il sindaco Filippeschi parla di «elementi positivi nell'incontro», ma anche dell'esigenza «di fissare tempi stringenti: prima viene fatta la perizia e prima cominciano i lavori. La Sapienza, almeno per una parte, deve essere riaperta appena possibile. Occorre ridare fiato alle attività della zona. L'auspicio è che si delineino ipotesi finalmente concrete, in modo da avere un quadro chiaro delle prospettive su cui la città possa discutere a ragion veduta. Ora le questioni diventano di carattere tecnico. Spero che i protagonisti della vicenda possano venire presto a Pisa per illustrare i prossimi passi».
PISA - Sapienza, sarà fatta un'altra perizia Sede transitoria ok
Il ministero per i Beni culturali ha stabilito alcuni punti fermi per la Sapienza, tra cui la perizia di vulnerabilità sismica e il piano tecnico di trasferimento dei volumi. La sede provvisoria sarà un edificio demaniale nel centro storico di Pisa, mentre la sede definitiva sarà l'ex Intendenza di Finanza. Il rettore Massimo Augello e il sindaco Marco Filippeschi hanno espresso la volontà di mantenere un nucleo rappresentativo del materiale bibliografico della Biblioteca Universitaria presso l'edificio della Sapienza. Il gruppo tecnico composto da tecnici dell'Università di Pisa e del ministero per i Beni culturali lavorerà per elaborare la perizia e il piano tecnico entro i prossimi giorni.
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