Tokyo. Danza immobile al centro del padiglione Ayokei-Kan, una sorta di tempio neoclassico costruito per l'imperatore nel 1909 e attiguo al Museo nazionale di Tokyo. Ovunque è penombra. Solo il satiro vortica in un fascio di luce e la sua danza aerea incanta i visitatori giapponesi. Secondo le previsioni degli organizzatori, saranno in 30.000 a vederlo nelle due settimane in cui rimarrà in mostra prima della partenza per l'Expo di Aichi. Tra i tanti accorsi a vederlo c'è anche capitan Ciccio, l'uomo che l'ha ripescato e che oggi si sente un po' padre e un po' eroe. E c'è il sindaco di Mazara, Roberto Magaddino che, nel vederlo, si porta la mano al petto, quasi non riuscisse a reggere l'emozione. Spiega, il sindaco, perché non hanno accettato i pressanti inviti del Metropolitan di New York e quelli del Louvre. Contano sull'arrivo dei giapponesi e per questo si stanno già attrezzando. Hanno fatto accordi con la compagnia Kempiski, una delle più importanti su scala mondiale, e a breve sarà pronta una struttura alberghiera di lusso con oltre cento carnei e. Dal luglio del 2003, da quando il Satiro è in esposizione, la presenza di stranieri a Mazara è aumentata del 50, e questo significa oltre 200.000 visitatori. L'assessore Pagano: «Un investimento» Gli studi commissionati dall'assessore ai Beni culturali Alessandro Pagano dicono di più. Dicono che, nell'arco di 24 mesi, le presenze di giapponesi in Sicilia dovrebbero essere non inferiori a 1.250.000. E questo significa un flusso economico, compreso l'indotto, di 375 milioni di euro. Il dato è elaborato a partire dall'esame degli altri Paesi del Mediterraneo con caratteristiche simili a quelle della Sicilia, e dove si sono tenute esposizioni importanti. Un obiettivo sul quale l'assessore Pagano punta con convinzione e ottimismo. E che il Satiro sia destinato ad avere grande successo lo dicono anche le prime reazioni di ieri. Visitatori ammutoli- ratorio di fisica dell'Istituto centrale del restauro. La stessa persona che ha consentito il trasporto della statua attraverso una sofisticata e complessa armatura interna ed esterna. La base ottagonale su cui il Satiro poggia qui, a Tokyo, invece, è stata offerta dallo stesso museo che ha una lunga esperienza nel campo della protezione delle opere d'arte dai terremoti. Il Satiro, infatti, come ha più volte sottolineato l'ambasciatore italiano in Giappone Mario Bova, non è solo espressione di alta cultura. Se danza ancora è merito della scienza e della tecnologia degli istituti di ricerca italiani. Di più. Il Satiro - e l'assessore Pagano l'ha ribadito più volte - è simbolo di una nuova Sicilia, di una Sicilia. Non è un caso che il Satiro Danzante sia stato indicato come simbolo italiano dell'Expo 2005. Assolve ai tre requisiti richiesti: è un'opera di assoluta bellezza, finora sconosciuta, e portatrice di un messaggio forte, che è un messaggio di gioia e di felicità, un messaggio di speranza in questa fase di grande inquietudine internazionale. Gadget e riproduzioni a ruba II gruppo editoriale Yumiura Shimbun, promotore della mostra al Museo nazionale di Tokyo, ha puntato sulla grande capacità di fascinazione di quest'opera e ha realizzato tutta una serie di gadget che ieri andavano a ruba. Magliette, block notes, cartoline, libri, portachiavi, spille, magneti... Una danza che fa sperare che i giapponesi, dopo essersi innamorati del Satiro, si lascino incuriosire dalla terra da cui viene e che arrivino in massa in Sicilia, ampliando così il raggio delle abituali mete del viaggio italiano. Uno scenario che gli organizzatori danno per scontato al punto che già si parla di dare una nuova casa al Satiro che potrebbe essere ospitato nella chiesa di San Francesco, dopo i necessari restauri il cui costo è previsto nell'ordine di 2 milioni di euro. Ma su questo nulla è ancora definito, mentre è certo, dice l'assessore Pagano, che in Sicilia cambierà il modo di gestire i Beni culturali. Che resterà a Mazara, si affretta a sottolineare, ben sapendo delle ansie che in questi mesi turbano la città, decisa a tenersi stretto questo tesoro. Intanto, ieri, al padiglione attiguo al museo nazionale, si è brindato al Satiro, con vino siciliano. E siciliani erano anche i formaggi delle Madonie e dei Nebrodi, i paté di carciofi e di olive, i salami, le mandorle e i dolci, tutti arrivati in aereo in grande quantità per i 500 ospiti della serata. I giapponesi hanno gradito anche il cibo, per non dire del vino. Certo, per gli ospiti italiani era strano vederli mangiare le olive con i bastoncini tradizionali.