La storia della Rocca di Porto Ercole risale al 1296, quando la prima costruzione fu voluta da Margherita Aldobrandeschi , contessa di Sovana. In seguito il paesino passò agli Orsini di Pitigliano e nel XV secolo a Siena. Nella seconda metà del '400 da Siena fu inviato l'artista Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, proprio per innalzare le mura intervallate da torri che cingono il borgo, costruendo così il Castello di Porto Ercole, e anche nel 1487 l'ingegnere militare Francesco di Giorgio Martini appose nuove modifiche alla Rocca del Castello. Ad inizi '500 Agostino Chigi detto il Magnifico ottenne il porto da Siena e fece edificare dall'architetto Baldassarre Peruzzi il Palazzo del Governatore. Ma poi nel 1555 Porto Ercole viene conquistato dalla Spagna e inizia così la fase dello stato dei Presidi (1556-1707). In quel periodo vennero costruiti Forte Filippo, con progetto italiano di Giovanni Camerini, Forte Stella e Forte Santa Caterina, e ampliata la precedente Rocca Senese con intervento di Bernardo Buontalenti, a cui dobbiamo l'elegante cappella all'interna delle mura. PORTO ERCOLE E per dare il via al loro sogno di riqualificazione della rocca spagnola e di Porto Ercole Vecchio, il circolo storico Hercoletto ha invitato tutta la popolazione e tutti gli appassionati di storia e dell'arte alla giornata di pulizia delle mura, in programma domenica 7 ottobre. «Per passare dalle parole ai fatti - così si legge sulla pagina facebook appositamente creata - ci troviamo tutti per pulire le mura del nostro amato paese vecchio alle 14,30 all'ingresso di Porto Ercole vecchio e da lì ci divideremo in gruppi per pulire diverse zone delle mura». Tutti sono invitati a indossare un abbigliamento adatto e sicuro, e a portare dei sacchi dell'immondizia oltre a rastrelli, cesoie o altro attrezzo che possa servire per le attività di pulizia. Nell'occasione i giovani del circolo hanno invitato anche i rappresentanti della Corpo Forestale perché, a loro dire, in alcuni punti ci sono addirittura delle piante che potrebbero essere tolte completamente perché oscurano o deturpano i monumenti per i quali, in occasione dell'ultima conferenza organizzata in paese, la Pro Loco di Porto Ercole ha promesso che si farà carico delle spese per la creazione e la posa in opera dei cartelli con i nomi delle varie evidenze storiche poste all'interno del borgo monumentale. (s.z.) di Sabino Zuppa wPORTO ERCOLE Restituire ai portercolesi quello che da 40 è stato tolto e ridonare il meritato splendore alle mura del vecchio borgo di Porto Ercole e della Rocca Spagnola, che attualmente versano in un uno stato di degrado inaccettabile: è l'obiettivo che si sono dati un gruppo di giovani del paese riuniti da una nuova associazione culturale, il Circolo Storico Hercoletto "Amiamo Porto Ercole". Una nuova formazione che, alla nascita, si è prefissa lo scopo di raccogliere, conservare e divulgare le tradizioni e la storia di Porto Ercole e del Monte Argentario: il tutto tramite la valorizzare del patrimonio ambientale, artistico e archeologico che in quest'occasione è rappresentato dalle mura e dai vicoli della Rocca Spagnola, posta alla fine del porticciolo, su una collina a picco sul mare. Un borgo monumentale dalla bellezza unica, le cui prime costruzioni risalgono al 1200, che versa in uno stato di abbandono, con gran parte delle torrette e dei muraglioni coperti da vegetazione ed erbacce, in parte crollati, con sporcizia diffusa in alcuni punti più nascosti e senza nessuna indicazione per i turisti che decidono di visitarle. Nel 1973 fu stabilito che la società Rocca Spagnola, con sede a Roma ma che gestisce un condominio residenziale posto all'interno delle mura, dovesse sottostare ad alcune condizioni per lottizzare l'interno del borgo, tra cui permettere al pubblico in due giorni a settimana di poter visitare parte della Rocca. Tutto questo in realtà è sempre avvenuto ma da qualche tempo i giovani dell'Hercoletto hanno rinvenuto il concordato con cui il Comune di Monte Argentario vincolava la società anche a un'altra grande adempienza: sistemare la zona del Contrafforte ovest a Parco Pubblico, a cura e spese della società, con vialetti, panchine, zone di sosta ed illuminazione notturna, rendendola accessibile alla popolazione portercolese dalla 9 alle 21, e dando la possibilità di un uso notturno al Comune di Monte Argentario per manifestazioni politiche e culturali. Un obbligo mai rispettato, comprovato dal fatto che la zona del Contrafforte ovest è dal 1973 il regno delle erbacce e dei cespugli, colonizzati da bisce e tarponi che hanno quasi sostituito i portercolesi nella fruizione di questo splendido parco dalla vista mozzafiato, con Giannutri da una parte e il porto dall'altra. Di questo non sembra essere a conoscenza l'attuale primo cittadino Arturo Cerulli visto che, durante la prima conferenza organizzata dal circolo storico lo scorso agosto, lo stesso sindaco rimase esterrefatto dell'informazione, mettendosi a disposizione dei giovani per la soluzione del tutto.