Dissequestrata ieri mattina l'area di via Trani interessata dalla costruzione di un palazzo, che, allogato in una zona in cui insiste un canale di scorrimento delle acque piovane di parte della Sorda, aveva destato la preoccupazione di alcuni residenti del quartiere. Questi temevano un possibile rischio idrogeologico in zona. Il Tribunale del Riesame di Ragusa ha accolto la richiesta presentata dal legale dei proprietari del terreno in cui deve sorgere l'edificio, disponendo la restituzione dell'area, che era stata sottoposta a sequestro lo scorso 2 agosto da parte della polizia provinciale di Ragusa, cui è stata affidata l'inchiesta dalla Procura della Repubblica di Modica al fine di verificare la presenza o meno di rischio idrogeologico o geomorfico. A far scattare l'inchiesta era stato un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Modica il 15 maggio scorso dall'avvocato di alcuni residenti di un condominio limitrofo al costruendo palazzo, in cui si palesavano le preoccupazioni dei cittadini in merito alla possibilità che l'edificazione dell'immobile in questione potesse far insorgere dei rischi alle abitazioni limitrofe dovuti al passaggio violento dell'acqua piovana che da via Trani si getta nel terreno sottostante, in cui, al sopraggiungere del sequestro dell'area, era stato già effettuato lo sbancamento per la costruzione dell'edificio. I residenti temevano, infatti, che l'acqua piovana, non trovando il terreno che l'assorbisse, e dove in parte si sarebbe infiltrata, mentre in gran parte sarebbe stata convogliata in un canale artificiale sito nell'area in questione, potesse incombere sulla zona circostante il rischio idrogeologico. Come detto, ieri mattina la polizia provinciale ha rimosso i sigilli restituendo il terreno ai proprietari, ed ora i lavori potranno proseguire regolarmente, come sottolineato nello stesso dispositivo del Tribunale di Ragusa, sezione penale, dal momento che la ditta proprietaria è in possesso già da tempo di tutti i permessi necessari richiesti dalla legge per poter effettuare i lavori. Proprio nei giorni scorsi la polizia provinciale ha effettuato nuovi controlli e prelievi. L'inchiesta, infatti, prosegue, ma il giudice del Tribunale del Riesame di Ragusa ha ritenuto di annullare il decreto di sequestro probatorio ordinando l'immediata restituzione del cantiere agli aventi diritto. I lavori, come detto, potranno proseguire regolarmente, dal momento che la ditta proprietaria è in possesso di tutti i pareri favorevoli, compreso quello della Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali di Ragusa e quello dell'Ispettorato ripartimentale delle Foreste. V. R. 27092012