Le celebrazioni per il bimillenario di Augusto stanno per svelare il loro primo grande evento: l'apertura della Basilica Giulia, monumento tra i più straordinari del Foro romano, profondamente legato alla figura del primo imperatore di Roma che la «ereditò» da Giulio Cesare per ampliarla e trasformarla nel più grande tribunale di Roma. I lavori di restauro, iniziati nel 2010 dalla Soprintendenza ai beni archeologici con un finanziamento complessivo di 850mila euro, sono prossimi alla conclusione con l'obiettivo di restituirla al pubblico entro la primavera del 2013. Un vero traguardo, visto che per la Basilica Giulia si tratta del primo intervento sistematico di restauro da quando è stata scavata alla metà dell'800. Ma il cantiere della Basilica, che deve il suo nome a Cesare che ne avviò i lavori nel 54 a. C. per poi essere ricostruita da Augusto, è solo una prima fase del più ambizioso progetto di recupero di tutta l'area nord-ovest del Foro romano, chiusa da secoli, con la prospettiva entro il 2013 di aprire i percorsi originali più antichi, tra il «Vicus Tuscus» e il «Clivo Capitolino». «L'idea è di ricollegare il Foro romano con le pendici del Campidoglio consentendo la fruizione pubblica soprattutto del Vico Jugario, l'antichissimo asse viario che conduceva al Tevere, intensamente utilizzato almeno a partire dall'età arcaica - annuncia la soprintendente Mariarosaria Barbera - Infatti, le campagne di scavo hanno evidenziato un bacino stratigrafico di ben nove metri, con testimonianze che partono dal VI secolo a. C. e giungono fino all'età moderna». Con la sua estensione mozzafiato quasi da stadio (lunga oltre cento metri e larga oltre cinquanta), la Basilica Giulia ha avuto bisogno di due cantieri paralleli di scavo e restauro, diretti da Maddalena Scoccianti, affiancata dalla restauratrice Giovanna Bandini, che hanno restituito tutta la complessità del monumento: «Cuore della Roma giudiziaria, qui la folla si assiepava sotto il doppio porticato per assistere ai processi e vedere dal vivo gli inquisiti più famosi- racconta l'archeologa Ida Sciortino - E tra una sentenza e l'altra giocare a dama sulle tabule lusorie visibili ancora oggi». A dare la percezione dell'imponenza architettonica ci pensano ora le tabernae d'età augustea sull'angolo nord-ovest, una sequenza vertiginosa di murature di blocchi di travertino e tufo alte oltre 15 metri, coronate da archi giganteschi rivestite di stucchi su intonaci, liberate dagli interri che l'hanno occultate per secoli, a svelare il primo dei due livelli della Basilica: «Le tabernae svolgevano una funzione di collegamento tra la basilica e gli assi viari del Foro - racconta Sciortino - Inoltre, con un sistema di rampe di scale erano i punti di accesso ai livelli superiori». Sul versante sud, splende ora sul podio rialzato il pavimento originale con riquadri geometrici di marmi, dal pavonazzetto all'africano e giallo antico: «Abbiamo recuperato i nuclei originali dei gradini e le lastre di marmo che li rivestivano, compreso il condotto fognario che smaltiva le acque», avverte la responsabile Patrizia Fortini. E spiccano ora messi in sicurezza i resti sotterranei più antichi: la casa di Scipione l'Africano su cui, come racconta Tito Livio venne eretta la Basilica Sempronia, demolita poi da Cesare.
ROMA - Basilica Giulia Marmi colorati e mura colossali riapre il tribunale del Foro romano
La Basilica Giulia, monumento del Foro romano, sta per aprire al pubblico dopo un lungo processo di restauro. I lavori, iniziati nel 2010, sono stati finanziati con 850mila euro e si sono conclusi con l'obiettivo di restituirla al pubblico entro la primavera del 2013. La basilica è stata restaurata per la prima volta da secoli e include la ricostruzione di tabernae (sale) e la rivelazione del pavimento originale con riquadri geometrici di marmi. Il progetto di recupero dell'area nord-ovest del Foro romano include anche la riapertura dei percorsi originali più antichi, tra il Vicus Tuscus e il Clivo Capitolino.
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