alzo sulle aree della torre di Cardin NELLA PALUDE Per Pierre Cardin l'operazione a Marghera rischia di avere tempi lunghi PREZZI Sopratttutto i piccoli proprietari approfittano dell'occasione e alzano i prezzi dei terreni sui quali lo stilista Pierre Cardin vuole realizzare il suo Palais Lumiere da Pierre Cardin rischia di restare prigioniero dei piccoli proprietari della zona di Marghera dove vuole costruire il Palais Lumiere. La questione è saltata fuori con tutta la sua forza nella Conferenza dei servizi convocata ieri mattina per discutere del progetto e per indicare ai progettisti gli interventi che è necessario fare per completare l'iter procedurale. Ma mentre si parlava di altezze e cubature, di giardini e strade, il nipote di Cardin, Rodrigo Basilicati, che segue di persona il progetto dello zio, ha lasciato intendere che l'acquisizione dei terreni di Marghera sta diventando un tour de force. Soprattutto con i piccoli proprietari. Vuol dire che, se anche si trova l'accordo con le due grosse proprietà - Mevorach e Zanardo - resta il problema di convincere a vendere chi ha qualche centinaio di metri quadrati sui quali insiste una attività commerciale. Perchè in zona tutti hanno fiutato l'affare. Rodrigo Basilicati non è disperato, ma diciamo che non vede più l'operazione come una passeggiata. Contava che gli stendessero un tappeto rosso e invece solo Regione, Provincia e Comune hanno detto di sì in modo entusiasta. Ma adesso anche in Cmmune il nrngettn nrntrebbe arenarsi. Perchè finora, almeno a quanto risulta al Gazzettino, Pierre Cardin non ha comprato nemmeno un metro quadro di terreno. E senza titolo di proprietà nessuno può presentarsi in Comune a discutere un progetto. La questione è stata sollevata anche in modo formale da Renato Boraso il quale ha parlato con il sindaco esattamente di questo. Il consigliere comunale ha chiesto come si possa continuare a far lavorare gli uffici comunali per un progetto che viene presentato da persone che non hanno i cosiddetti "titoli abilitativi", il primo dei quali è proprio la proprietà del terreno sul quale costruire l'edificio. Dunque, se Cardin non inizia a comprare - ma comprare è difficile a condizioni capestro - il Comune non può mandare avanti le carte. E queste sono le settimane decisive per capire che cosa succederà di questo sogno di Cardin che, paradossalmente, rischia di infrangersi non sugli scogli della burocrazia o della politica veneziana, ma su quelli della trattativa con i piccoli proprietari. Una strada a dir la verità ci sarebbe. Mevorach e Zanardo insieme fanno quasi il 50 per cento dei terreni - con i terreni del Comune si arriva al 60-70 per cento - dell'area che serve per il Palais Lumiere. Avendo il 51 per cento delle aree in linea teorica il Comune potrebbe procedere all'esproprio per pubblica utilità. Ma è chiaro che si tratta di pura teoria, un esproprio così complicato, di tanti proprietari di piccole parcelle di terreno si preannuncia come molto laborioso e soprattutto molto lungo. E dunque? Non si sa. Ma si capirà tutto entro breve. Perchè o Cardin chiude la trattativa di compravendita e si va avanti oppure il Comune verrà bloccato dall'iniziativa di Bo-raso che parla di danno erariale visto che gli uffici comunali continuano a lavorare a vuoto, sprecando centinaia di ore che potrebbero dedicare ad altro. Insomma il sogno di Pierre Cardin da 2 miliardi di euro potrebbe infrangersi per qualche decina di migliaia di euro in più o in meno.
VENEZIA - Cardin, è una corsa al rialzo
Pierre Cardin vuole costruire il Palais Lumiere a Marghera, ma il progetto è bloccato a causa della mancanza di terreni. I piccoli proprietari della zona stanno aumentando i prezzi dei terreni, rendendo difficile per Cardin acquistarli. Il nipote di Cardin, Rodrigo Basilicati, ha lasciato intendere che l'acquisizione dei terreni è un tour de force. La Regione, la Provincia e il Comune hanno dato il via libera al progetto, ma Cardin non ha ancora comprato nemmeno un metro quadrato di terreno. Il Comune ha espresso preoccupazioni sulla mancanza di titoli abilitativi, come la proprietà del terreno, e ha chiesto come possa continuare a lavorare gli uffici comunali per il progetto.
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