Non si possono escludere responsabilità di alcun tipo. Bisogna indagare a fondo su cosa è successo. Di sicuro il crollo non è dovuto alla pioggia «Quello che sappiamo al momento è che il drammatico incidente di Riomaggiore è stato provocato da un masso che è rimbalzato sulla barriera protettiva che ha trattenuto la maggior parte della frana. Sono fatti rari ma che purtroppo avvengono». Franco Siccardi, docente di Ingegneria a Genova, consulente della Protezione Civile, uno dei massimi esperti a livello mondiale di valutazione dei rischi idrogeologici, ritiene che sulla Via dell'Amore ci si trovi di fronte a una "fatalità" che però era stata in qualche modo prevista. «Esiste un importante studio di un gruppo di geologi sui crolli rocciosi» prosegue Siccardi «in cui era stata calcolata la possibilità che un masso superasse le barriere. Si trattava di una probabilità molto bassa ma esisteva». Per Siccardi l'ipotesi di chiudere definitivamente la strada «non ha senso» . «Se dovessimo chiudere tutte le strade precedute dai cartelli "caduta massi" non circoleremmo più» aggiunge Siccardi. «Se lei viaggia in auto sull'Aurelia da Genova a Savona trova situazioni altrettanto pericolose. Fortunatamente non è mai successo niente. Purtroppo nessuno può garantirci la sicurezza assoluta e noi cittadini non possiamo pretenderla certo dalla pubblica amministrazione». Ciò non significa che si possano escludere responsabilità: «Certamente bisogna indagare a fondo e certamente la magistratura lo farà», aggiunge l'esperto, «E' come se fosse caduta una tegola dal tetto, se qualcuno l'ha buttata è una cosa se è stato un colpo divento è un'altra. Io non ho abbastanza dati per giudicare, bisogna risalire la parete e verificare le motivazioni del crollo che di sicuro non è stato dovuto alla pioggia. Nonostante quello che ha detto il sindaco di Riomaggiore si tratta di un evento completamente diverso da quello dell'alluvione». Per Siccardi non servirebbe a molto neppure installare paratie paramassi su tutta la strada. «E' successo un incidente analogo in Valle d'Aosta» spiega «dove un masso è caduto proprio alla fine della protezione e ha investito una macchina, e anche in quel caso è stata aperta un'inchiesta che non ha però individuato responsabilità. Ciò che è molto importante oggi per le pubbliche amministrazioni è raccogliere subito il maggior numero di possibili dati sull'incidente senza far trascorrere troppo tempo».