Tramonta l'ipotesi di acquisto del palazzo a fini culturali Si va verso la vendita all'asta Ubi Banca non acquisterà Casa Suardi, il prestigioso edificio di Piazza Vecchia. Palafrizzoni ci sperava, e nelle scorse settimane aveva avviato un dialogo con i vertici dell'istituto di credito per sondare la disponibilità. La risposta è arrivata, ed è negativa. Del resto Ubi è già impegnata in modo importante per il recupero degli ex Magazzini generali di via Rovelli, da destinare in parte alla nuova Gamec, la Galleria d'arte moderna e contemporanea. «Prendiamo atto di questa decisione. Ne siamo rammaricati, ma anche consapevoli del fatto che l'istituto di credito sta investendo molto nell'operazione della nuova Gamec. Quindi è già molto impegnato a favore della città» commenta il sindaco Franco Tentorio. Che in cuor suo sperava di salvare capra e cavoli: intascare cioè gli 8-10 milioni attesi dalla vendita dell'immobile, mantenendo contemporaneamente una destinazione pubblica. Nella fattispecie, l'istituto di credito l'avrebbe dato in affitto ad un'istituzione culturale: si mormora l'Università che, del resto, fino a qualche anno fa era di casa nel palazzo. Le 4.200 firme contrarie Invece anche questa eventualità è finita nel cassetto, così come quella del Civico istituto musicale «Donizetti» che aveva fatto capolino nei mesi scorsi. E dalle parti di Palafrizzoni torna a palesarsi l'ipotesi dell'asta pubblica era l'extrema ratio, ma di questo passo rischia di diventare la sola strada praticabile. Non indolore, comunque: al sindaco sono già state consegnate oltre 4.200 firme di cittadini contrari alla vendita, e in Consiglio comunale le opposizioni sono da tempo sul piede di guerra. Volendo dirla tutta, anche la Soprintendenza ha qualche perplessità sulla vendita, preferendo per Casa Suardi una destinazione pubblica considerata la posizione e il delicato equilibrio. Solo che il Comune ha una terribile necessità di fare cassa, e Tentorio non l'ha mai nascosto. Anche se la recente vendita dell'area della Celadina, unitamente a qualche spiraglio sul fronte nazionale e regionale potrebbe spostare in là il momento delle scelte dolorose. Leggi vendita. «Io sogno l'intervento di qualche ente generoso che acquisti e garantisca la destinazione culturale» aveva scritto nei mesi scorsi Tentorio in replica al movimento «Piazza Vecchia non si vende». Così non è stato e a questo punto la situazione si complica parecchio e la vendita diventa più che un'eventualità. «Se esistono altre soluzioni concrete, vi prego di segnalarmelo: finora non l'ha fatto nessuno, purtroppo nemmeno voi» continuava la replica del sindaco. In realtà qualche soluzione era stata avanzata: dal «Donizetti» a spazi a servizio della Biblioteca «Angelo Mai», ancora più necessari visti i problemi del palazzo scamozziano. Ma dal punto di vista del Comune non porterebbero benefici alcuni ai conti sempre più in bilico: non per cattiva gestione, ma per il nodo scorsoio del Patto di stabilità.