Per tre anni e mezzo congelati i progetti sacri: resta la generosità dei fedeli Non solo i comuni sono falcidiati dai tagli del governo adesso la stangata tocca pure i beni culturali. Che sono quelli laici come musei e teatri, e quelli religiosi come cattedrali, chiese, oratori. A fare questa drammatica scoperta è stato don Achille Bonazzi responsabile dei beni culturali ecclesiastici della diocesi, che, reduce da un incontro romano della Cei dedicato in gran parte ai problemi del dopo terremoto, ha dato una occhiata (e qualcosa di più) alla legge del 7 agosto 2012, la numero 135, quella della 'spending review'. Ebbene si legge che fino al 31 dicembre 2015 è sospesa la concessione di contributi. E' saltato sulla sedia: per tre anni è mezzo, quindi, niente più fondi previsti dal Codice dei Beni Culturali, che costituivano un piccolo contributo, deliberato di norma 3 o 4 anni dopo la conclusione dei lavori, nella misura stabilita dalla Soprintendenza. Ne hanno beneficiato ad esempio, le coperture della chiesa di Gaesco e, in piccola parte, il Torrazzo. Ma ora i progetti di restauro che le varie parrocchie stavano per presentare, tramite l'ufficio diocesano, resteranno al palo: inutile portarli, resteranno nel cassetto. Scampato pericolo ma per un soffio, per i tetti del duomo, finanziati in precedenza, anche se resta il consolidamento: i 300 mila euro li metterà la diocesi. Contributi sospesi, speriamo non eliminati (ma con l'aria che tira è possibile anche questo». Amaro il commento di don Bonazzi, che tiene a bada l'ira, ma che non ci sta a questa ingiustizia: «Ancora una volta si tocca con mano che nel concreto l'aiuto primario per la conservazione dell'immenso patrimonio culturale che possiamo chiamare anche museale diffusa', propria del nostro Paese, non sono i fondi dello Stato, ma la generosità dei parrocchiani». Sopra il duomo senza ponteggi A sinistra don Achille Bonazzi con il vescovo di Carpi, Francesco Cavina, alla cena di solidarietà di Villa Zaccaria per la raccolta di fondi per il restauro del duomo di Carpi e del duomo di Casalmaggiore.
Cremona. Fondi tagliati, niente restauri. Don Bonazzi: una ingiustizia
Il governo ha sospeso la concessione di contributi per i progetti sacri fino al 31 dicembre 2015. I progetti di restauro che le varie parrocchie stavano per presentare sono stati messi in sospeso. I progetti di restauro del duomo e del Torrazzo non sono stati toccati. La diocesi ha deciso di finanziare il consolidamento del duomo con 300 mila euro. Don Achille Bonazzi, responsabile dei beni culturali ecclesiastici, ha espresso amara delusione per la sospensione dei contributi. La generosità dei fedeli è stata messa in discussione. I progetti di restauro saranno presentati nuovamente nel 2016.
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