Sono stati giorni intensi per la questione grandi navi in laguna. La grande manifestazione, il grande elicottero, il grande brivido dopo il pronto intervento di Costa al Tgr che ribadisce con grande fermezza che il grande Canale Caotorta non porterà grandi devastazioni come il grande Canale dei Petroli ma solo grandi benefici (per chi? Per le grandi tasche di qualcuno?). Vorrei ben chiarire che col termine grandi navi non ci si riferisce solo a quelle crocieristiche e non solo a quelle transitanti in bacino San Marco. Navi ancor più grandi sono, infatti, quelle che ogni giorno trasportano merci di tutti i tipi, petrolio compreso, a Marghera, quelle che indisturbate e invisibili ai più percorrono il famigerato Canale dei Petroli. Non si tratta solo di una questione di impatto visivo, qui è in ballo la sopravvivenza della laguna. Non si continui a cavalcare questo voluto equivoco per cui "No grandi navi in laguna" viene tradotto con "No navi da crociera a San Marco"."No grandi navi in laguna" è da intendersi esattamente nella sua accezione letterale e significa dunque che qua-lunque tipo di grande nave non deve entrare nella laguna di Venezia, in quanto estremamente dannosa. E chi sostiene che le navi non provocano danni, potrebbe almeno convenire che incommensurabili danni sono causati dai canali che le ospitano. Lo scavo di Caotorta sarebbe una bestialità, i veneziani non lo vogliono e qualora venga presa la sventurata decisione di scavarlo, allargarlo e raddrizzarlo, saranno tanti i cittadini che cercheranno in tutti i modi di impedire questo scempio.